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Una Mercedes con la A maiuscola

05 maggio 2013, 20:32

Una Mercedes con la A maiuscola

Lorenzo Centenari
Chi avesse prestato scarsa attenzione alle cronache a motore degli ultimi tempi, rimarrebbe del tutto spiazzato all’appuntamento con la nuova Classe A. Ebbene sì, consapevole di dare un dispiacere a buona parte dei propri estimatori, al richiamo di nuove esperienze la «Stellina» non ha resistito e ha addirittura cambiato «sesso». Il classico profilo armonioso della vecchia monovolume per signore lascia infatti spazio a superfici tarchiate e proporzioni maschili. A un «galletto» con spalle e mascella squadrate, ma che conosce le buone maniere. Rimescolato il pubblico di riferimento, la A di terza generazione ha scelto così di «ingarellarsi» con atlete di maggior esperienza come Audi A3 e Bmw Serie 1, riservando tuttavia una gamma di versioni a basso coefficiente dinamico alla clientela più moderna. Quella, sempre più folta, che acquista ispirata dal blasone di un brand e si lascia incantare dall’elettronica di bordo. Che si sposta prevalentemente in città, e di 200 cavalli sotto il cofano proprio non sa che farsene. Ecco, la 180 CDI BlueEfficiency è rivolta proprio a chi ama una Mercedes per «ciò che è», e non si cura di «quanto fa». Spinta da un turbodiesel di 1461 cc da 109 Cv (la sigla imbroglia), la motorizzazione entry level dell’offerta a gasolio individua anche la Classe A più «lenta» in assoluto (190 km/h, 11”3 sullo 0-100). Detto ciò, all’atto pratico i 260 Nm espressi dal suo piccolo 4 cilindri già alla soglia di 1750 giri si dimostrano più che sufficienti all’impiego urbano tutto freno e gas. Col tasto «Eco» in posizione «on», monitorando il grafico consumi si può tra l’altro toccare con mano di quale parsimonia (medie di 20 km/l) l’ufficio tecnico ha rivestito il gruppo powertrain. Non si volesse invece mortificare il proprio stile brillante, meglio allora spendere 2.870 euro in più (la 180 CDI parte da 24.100 euro) e orientarsi sulla 200 CDI, 400 cc e 17 Cv in regalo. Dalla sala operatoria, la A è uscita inoltre nettamente schiacciata a terra: ne beneficiano l’agilità nei cambi di direzione improvvisi e in generale il feeling di guida, ora da autentica «hatchback» 5 porte tuttofare. Per contro, il nuovo corso fa rimpiangere la semplicità di accesso e la visibilità a lungo raggio dell’edizione in commercio fino all’anno scorso. Il lunotto posteriore è infatti sottile, i parcheggi «a esse» richiedono perciò la videoassistenza delle immagini proiettate sul display multifunzione da 17,8 cm. Giusto il «tablet» che sporge dalla console centrale, governabile mediante una rotella sul tunnel - e non la pressione di un dito -, apre le porte alla galassia multimediale di Mercedes, fatta di musica, navigazione, internet, telefonia, insomma della fusione tra le qualità del proprio smartphone e dell’hardware di bordo. Vuoi mettere, infine, il gusto di orientare a piacimento le bocchette aeronautiche, azionare il freno di stazionamento elettrico con la mano sinistra, respirare l’odore del più raffinato artigianato tedesco? È tutt’altra cosa, la nuova Classe A, ma resta una Mercedes di serie A.
 

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