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Parma

A piedi fino a Strasburgo per il diritto a essere padre

06 maggio 2013, 22:00

A piedi fino a Strasburgo per il diritto a essere padre

Beppe Facchini

Se fosse un normale viaggio in automobile, il navigatore satellitare calcolerebbe in tutto 1.200 chilometri e l’unica preoccupazione riguarderebbe il costo della benzina.
Ma per Antonio Borromeo,  protagonista di una storia da
«padre coraggio», la situazione è completamente diversa. Partito lo scorso 25 aprile da Vasto, in provincia di Chieti, ha deciso di arrivare a piedi fino a Strasburgo per consegnare alla Corte europea dei diritti dell'uomo le firme raccolte durante la sua lunga passeggiata  e chiedere ai giudici di far applicare in tutti i tribunali d’Italia la legge 54/2006, che disciplina l’affidamento condiviso dei figli in seguito alla separazione dei genitori.
«Ho scoperto,  però, che nella maggior parte delle sentenze la legge è ignorata - ha spiegato durante la tappa parmigiana del suo lunghissimo itinerario - così com'è avvenuto nel mio caso. Subito dopo il divorzio, non ci sono stati grossi problemi e mio figlio trascorreva regolarmente un mese con me e un altro con la madre, finché lei ha presentato ricorso ed è cominciata una battaglia legale che ormai si trascina da anni».
Un vero  calvario per il 47enne disoccupato abruzzese («ero un insegnante di sostegno»),
che pur di tornare a trascorrere più tempo con suo figlio, ha deciso di camminare «per dieci
 ore al giorno, percorrendo quasi 50 chilometri alla volta. Quando mi fermo in una città - ha aggiunto - incontro la solidarietà di tante associazioni e gente comune, che mi accoglie e mi regala qualcosa da mangiare. Non mi aspettavo un sostegno così grande».
Una croce  per rivendicare il suo diritto alla «bigenitorialità» e sette paia di scarpe nello zaino sempre sulle spalle: sfidando in questo modo le intemperie,
 Antonio ha già  programmato anche il viaggio di ritorno, ma con una tabella di marcia diversa. «Il 26 maggio spero di essere a Roma, prima per recarmi al ministero della Giustizia e poi a San Pietro, dove magari mi potrà capitare anche di avere una semplice pacca sulle spalle da Papa Francesco».
 Ma che cosa  pensa suo figlio di questa odissea? «Ogni giorno mi chiede quale città ho conquistato -  ricorda Antonio -, ma lo sa che non è un gioco. E che incontro quotidianamente tanti genitori con i nostri stessi problemi. Sono convinto - conclude - che qualcosa si stia muovendo, ma serve la collaborazione di tutti, compresi i giudici e le  madri che sono nella mia stessa condizione».

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