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Parma

La battaglia di due genitori contro i pirati della strada

07 maggio 2013, 00:47

La battaglia di due genitori contro i pirati della strada

Andrea Del Bue
Un ragazzo di nemmeno 18 anni, Lorenzo Guarnieri, la notte del 2 giugno 2010, nel parco delle Cascine a Firenze, in viale degli Olmi, muore investito da uno scooter che invade la sua corsia. L’omicida ha un tasso alcolemico di 1,6 g/l (il limite è di 0,5) e guidava drogato. I genitori di Lorenzo, Stefania Lorenzini e Stefano Guarnieri, attendono giustizia, ma sanno che non l’avranno mai.
 Ieri pomeriggio erano a Parma, al circolo di Lettura, per presentare, di fronte ad una numerosa platea di giovani, il loro libro «Felici di seguirti. Una storia di ordinaria inciviltà» (Giunti editore) e l’associazione Lorenzo Guarnieri, una onlus che lavora sulla proposta di legge di introduzione, nel codice penale, del reato di omicidio stradale. «In questo volume c’è il dolore che abbiamo provato e il calvario che abbiamo vissuto da quella tragica notte - spiega la madre -. Quando nostro figlio è stato ucciso, abbiamo capito subito diverse cose: che il suo assassino non sarebbe andato in carcere (l’uomo, condannato in appello a 2 anni e 8 mesi di reclusione, è libero e a giugno riavrà la patente, ndr), e che in Italia, nelle amministrazioni pubbliche, nell’affrontare il problema delle vittime della strada prevale il concetto di fatalità. Eppure, velocità, alcol, droghe e distrazione sono tra le principali cause di incidenti».
E’ così che è nata l’associazione: non solo per ricordare Lorenzo, ma per salvare tante altre vite umane.

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