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Parma

"La storia mai scritta del comandante Marcello"

07 maggio 2013, 13:50

(g.b.) - “Un breve rantolo, il corpo reclinò di colpo battendo la fronte sul terreno...Il corpo immoto di Carlo rimase là...Un viso giovanile, ben colorito, un sorriso quasi dolce sulle labbra contrastavano con la mancanza di vita...”.

E' un crudissimo fotogramma, che già da solo basterebbe a raccontare la terribile realtà della guerra, in un libro che si occupa soprattutto degli anni lunghissimi della Resistenza in NordItalia contro i nazifascisti. Una Resistenza non solo “rossa”. Il libro, infatti, è dedicato alla “storia mai scritta del comandante Marcello” e alla “Resistenza dimenticata dei partigiani azzurri”.

Il “comandante Marcello” è Marcello Catellani. E a  raccontarne la storia sono stati Terenzio Succi e Franco Adravanti, con l'aiuto del fratello di Marcello, Giorgio, e della figlia, Primarosa.

La guerra di Marcello inizia in Francia, laddove Mussollini spera di conquistarsi (“a prezzo di un migliaio di morti”....) il diritto di sedere al tavolo dei vincitori al fianco di Hitler e della Germania, che sembrano inarrestabili. E in Francia, sul Ponte San Luigi, Marcello subisce l'amputazione di un braccio: uno fra i primi feriti dell'Italia appena scesi in guerra.

In ospedale riceverà la visita e i complimenti del duce Mussolini, ma su quel letto maturerà anche le riflessioni che lo porteranno alla scelta dell'antifascismo. Una scelta che dopo l'8 settembre '43, e di fronte alle prime deportazioni in Germania, lo porterà fra i boschi ed i monti del'Appennino modenese.

Qui si susseguono le incursioni dei partigiani, che hanno come contrappunto e continua minaccia i rastrellamenti di fascisti e tedeschi. Ci sono gli scontri, gli spostamenti, le paure... C'è la vicenda della repubblica partigiana di Montefiorino, primo esperimento di libertà in terra italiana, nella parte ancora occupata dai tedeschi.

La guerra rivela ogni giorno di più le difficoltà dei tedeschi, ma i giorni e i mesi passano lenti. E la morte sfiora ripetutamente Marcello ed i suoi. Finchè l'arrivo degli americani spazza via le ultime  difese nazifasciste e arrivano i giorni della Liberazione, e del ritorno dei partigiani nelle città. Anche se sullo sfondo già si rivela il futuro scontro fra comunisti e cattolico-liberali.

Ai primi di maggio, per Marcello c'è il ritorno nella sua Parma. E qui, gli sfregi della guerra sono simboleggiati dalle ferite al monumento a Giuseppe Verdi, anche se il colpo di grazia risparmiato dalle bombe arriverà dai nuovi amministratori municipali.
A Parma è tornato anche Giovannino Guareschi, con il quale nascerà una forte amicizia. Sembra l'inizio della libertà e della rinascita, e invece sono anni di una “latente guerra civile”.

Marcello morirà poi nel 1969. Ma solo adesso, e grazie a questo libro, si può dire che la storia singola di questo eroe, certo non secondario, si sia ricongiunta con la Storia della Resistenza.