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Economia

Comuni e finanze, Cna misura la "febbre" alle città: temperatura alta per Parma

07 maggio 2013, 15:36

Temperatura bassa per Bologna, Modena, Piacenza e Reggio Emilia; febbricitanti Forlì-Cesena Ravenna e Rimini; febbre alta per Parma e Ferrara. È quanto emerge dal "Termometro della finanza locale dell’Emilia-Romagna", indicatore costruito Centro Studi Sintesi e Cna per comprendere gli sviluppi della finanza locale analizzando un arco temporale compreso tra il 2006 e il 2011.

Il termometro - sorta di indicatore del livello di sofferenza o virtuosità dei comuni emiliano-romagnoli - presenta un numero indice che oscilla da un minimo di 3 ad un massimo di 9: «i valori più bassi - si legge in una nota di Cna Emilia-Romagna - riconoscono virtuosità amministrativa e sostenibilità finanziaria; diversamente, valori crescenti del delineano un quadro di maggiore criticità, ovvero di una gestione dell’Ente non positiva». Nel dettaglio il "Termometro" fornisce la sintesi statistica di 12 indicatori che possono essere suddivisi in due gruppi: il primo che raccoglie quelli relativi al contesto generale della finanza comunale, il secondo raccoglie gli indicatori di gestione inerenti l’efficienza dell’Ente e la sua sostenibilità finanziaria.

I comuni che hanno registrato performance non buone sono riconducibili alle province di Ferrara (in particolare nel 2008), Rimini (peggior valore nel 2007), Forlì-Cesena, Ravenna e Parma. Per contro, i Comuni delle province di Bologna, Modena e Piacenza hanno segnato i valori migliori.

Analizzando l’ultimo anno disponibile, il 2011, si evidenzia come i comuni più virtuosi siano stati quelli delle province di Bologna (grado 3), Modena e Piacenza (grado 4) e di Reggio Emilia (grado 4,4); in posizione mediana quelli delle province di Ravenna (5,9), Forlì-Cesena (6) e Rimini (6,5) mentre i comuni delle province di Ferrara (7,2) e Parma (7,1) sono invece stati i peggiori.

Tuttavia, viene osservato ancora , «nonostante i tagli ai trasferimenti e la stretta al Patto di Stabilità, i Comuni emiliano romagnoli evidenziano, nel complesso, una situazione soddisfacente dal punto di vista dell’equilibrio, facendo registrare nel 2011, una temperatura di 5,3».

La motivazione di questo risultato, commenta il presidente di Cna Emilia-Romagna, Paolo Govoni, «risiede nei buoni "fondamentali" dei Comuni della regione: debito in calo, riduzione delle spese di funzionamento, tenuta dell’equilibrio corrente, miglioramento della velocità di riscossione e della rigidità strutturale. Preoccupa, invece, il calo degli investimenti».

Ad ogni modo, sottolinea Alberto Cestari ricercatore del Centro Studi Sintesi, «osservando nel complesso i valori ottenuti dalla sintesi si nota che tra il 2006 ed il 2011, i valori del Termometro sono migliorati per tutti i Comuni delle province. Ciò - chiosa - è imputabile sia alle scelte autonome dei Comuni che hanno razionalizzato la spesa , sia ai vincoli imposti dall’esterno con il Patto di stabilità interno, che hanno sì contribuito al consolidamento dei bilanci ma penalizzando le spese d’investimento».