Sei in Archivio

Parma

Un anno fa il ribaltone politico di Parma

07 maggio 2013, 22:26

Un anno fa il ribaltone politico di Parma

Gabriele Balestrazzi

Nelle prossime settimane, è facile immaginarlo, rivedremo a Parma la sfilata degli inviati nazionali (e magari anche internazionali) per raccontare il primo anno di governo Cinque stelle nella nostra città, dopo l'elezione del sindaco Federico Pizzarotti avvenuta il 21 maggio.

Ma se guardiamo al livello più strettamente locale, il vero anniversario da ricordare è quello di oggi: quel 7 maggio che, con il risultato del primo turno, sancì la vera clamorosa sorpresa elettorale parmigiana, facendo poi "solo" da prologo ad un ballottaggio nel quale Pizzarotti avrebbe rimontato e superato il favoritissimo Bernazzoli.

Come sempre, lasciamo a politologi, opinionisti e lettori la parte del commento. E limitiamoci qui a rileggere, cosa comunque interessante, la cronaca e la sostanza di quel risultato. Ricordando, innanzitutto, che alla corsa per il Municipio si erano presentati ben 10 candidati.

Partendo dal fondo, la "classifica" del voto che emerge il 7 maggio presenta due donne: Liliana Spaggiari e Wally Bonvicini, appaiate allo 0,43 %.  Poco sopra Priamo Bocchi, candidato della Destra (dopo una campagna condizionata dalla triste storia delle firme di lista irregolari), con 1,43% e Andrea Zorandi, fermato al 2,71% anche dalle vicende nazionali della Lega e dalle polemiche sul "cerchio magico" creatosi intorno a Umberto Bossi e al figlio "Trota".

Poi, con il 4,79% di Paolo Buzzi, la rovinosa caduta del Pdl, travolto dalle vicende politico-giudiziarie della giunta uscente nella quale Buzzi, cui non si può negare almeno il coraggio della ricandidatura in un momento così difficile, ricopriva il ruolo di vicesindaco. Un Pdl superato anche dai voti di Roberta Roberti (5,13%), candidata di una parte della sinistra ed espressione di una parte di quegli Indignados che avevano accompagnato con le proteste di Piazza la settimane precedenti alla caduta della giunta Vignali.

Quarto Roberto Ghiretti: un discreto 10,10%, per un altro componente della giunta uscente, ma in un ruolo defilato ed estraneo rispetto alle vicende salite allaribalta delle cronache (assessore allo sport), e con un personale ragguardevole bagaglio di consensi. Non sufficiente, però, per arrivare al secondo turno.

E nel quasi 15% suddiviso fra Buzzi e Ghiretti, ecco la spiegazione della sorpresa più clamorosa in negativo: il 16,36% di Elvio Ubaldi, lontano non solo dalle cifre dei precedenti trionfi (due come candidato sindaco, ed uno come riferimento indiscusso del listone con candidato Vignali), ma anche dal "quorum" necessario per aggiudicarsi il secondo posto, e con questo la possibilità di sfidare il favorito Bernazzoli, dopo avere preconizzato al centrosinistra il rischio di "sbagliare un rigore a porta vuota".

Ed eccolo, al secondo posto (19,47%), il più inatteso: Federico Pizzarotti, semisconosciuto pendolare (il suo lavoro è in una banca reggiana) e candidato di quel Movimento cinque stelle capace di convincere a Parma oltre 17mila elettori.

Primo, come da pronostico, è Vincenzo Bernazzoli: 39,21%. Quasi 20 punti di percentuale in più rispetto al rivale. Sembrerebbe una sfida già vinta. La sarebbe, in condizioni "normali". Ma fin dalla sera, e dal primo faccia a faccia su Tv Parma, si capirà che la sfida, oltre che inedita e imprevista, è anche incertissima: perchè il candidato del centrosinistra, dopo 14 anni di opposizione, avrebbe dovuto sfruttare il ruolo di alternativa al centrodestra e al civismo. usciti con le ossa rotte da arresti e polemiche. E doveva essere l' alternativa allo stesso Ubaldi (rivale pronosticato per il secondo turno), mentre ora si trova invece imprevedibilmente, e al di là delle sue colpe, ad incarnare il "vecchio" anche nella competizione per un Municipio nel quale non ha mai messo piede.

Nei 15 giorni che seguiranno, Bernazzoli sarà infatti dipinto dai Cinque stelle come un simbolo della politica vecchia e attaccata alla poltrona (anche per l'errore di aver mantenuto l'incarico in Provincia insieme alla candidatura al Municipio). E la frase sull'avversario "di serie B", subito reinterpretata e moltiplicata sulla rete come giudizio dispregiativo, diventerà un altro scoglio sulla strada del secondo turno. Al leader Pd non basterà  ricalibrare la propria campagna elettorale, nè gli basterà affrontare - senza sfigurare - la sfida "in trasferta", in una serata organizzata da GCR, sul tema caldissimo dell'inceneritore.

L'abbinata fra l'onda lunga di Beppe Grillo e dei suoi vivaci comizi anti-casta e la più tranquillizzante e moderata immagine di Pizzarotti consentirà in quelle due settimane il clamoroso sorpasso, e l'incoronazione del primo sindaco Cinque stelle in un capoluogo di provincia. Un sindaco sul quale, allora come oggi, i parmigiani si divideranno e si dividono fra entusiasti e critici: e chissà se, fra governanti e oppositori, i politici del 2013 sono riusciti a riavvicinare alla politica una parte del grande esercito dei 50mila parmigiani che un anno fa preferirono disertare le urne.

 

 

SALUTE

Alito pesante? Non è solo questione d'igiene

Spazzolino, filo interdentale, colluttori devono essere un rito fin da piccoli Ma spesso l'alitosi è sintomo di malattie che vanno indagate: gola, reni,  fegato, polmoni, come affrontare il problema