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Parma

Bazzoni (Pdl): "Perchè non si cercano aule per i 52 esclusi dal liceo Bertolucci?"

08 maggio 2013, 19:46

Bazzoni (Pdl):

COMUNICATO

Fanno ancora discutere i 52 studenti esclusi dal Liceo Bertolucci di Parma per far posto a quelli della Scuola per l’Europea ancora in attesa di una sede definitiva. Questa volta della vicenda si è occupato il presidente del gruppo PdL in Regione Gianguido Bazzoni.

«Nei giorni scorsi siamo venuti a sapere – spiega Bazzoni – che a causa degli spazi ridotti a sua disposizione la direzione del Liceo “Attilio Bertolucci” di Parma – la cui offerta formativa particolarmente innovativa è oggetto di numerose richieste di frequenza da parte di molte famiglie – si è vista costretta ad effettuare un sorteggio per selezionare gli studenti che hanno chiesto di frequentare la classe prima nell’anno scolastico 2013-2014. A quanto ci dicono la ridotta disponibilità degli spazi a disposizione del Liceo Bertolucci, sarebbe dovuta al fatto che una parte di quelli che gli spetterebbero sono temporaneamente assegnati alla Scuola per l’Europa, da tempo in attesa una nuova e definitiva sede».

«Esprimo solidarietà ai 52 studenti ed alle loro famiglie - continua Bazzoni - che sono stati esclusi dalla frequenza della scuola da loro prescelta; e considerando che a causa dei ritardi nella realizzazione del nuovo edificio della Scuola per l’Europa da parte dell’attuale amministrazione comunale di Parma, molto difficilmente potrà essere disponibile per l’inizio del nuovo anno scolastico 2013-2014; e valutato che bisognerebbe evitare il più possibile che studenti e famiglie vedano fortemente limitata la possibilità di scegliere la formazione scolastica superiore più gradita a causa di disfunzioni burocratiche e amministrative; vorrei conoscere dalla Giunta regionale se non ritienga necessario adoperarsi per ridistribuire degli spazi delle scuole superiori di Parma in modo che gli studenti esclusi per sorteggio dalla prima classe del Liceo Bertolucci possano invece frequentarlo come da scelta loro e delle loro famiglie».