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Droga: cannabis oggi più nociva del passato

09 maggio 2013, 20:58

Droga: cannabis oggi più nociva del passato

 Gli adolescenti «hanno diminuito la percezione del rischio di pericolosità della cannabis, e di conseguenza aumenta l’uso. Invece, attualmente, è molto più nociva rispetto al passato». Ad affermarlo è il capo dipartimento Politiche Antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanni Serpelloni, commentando il dato preliminare del rapporto 2013 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia che segnala un aumento dell’utilizzo di cannabis tra gli adolescenti.  La cannabis oggi è più nociva, ha spiegato Serpelloni intervenendo al congresso nazionale della Società italiana di pediatria, «perchè le piante geneticamente modificate hanno raggiunto una concentrazione di principio attivo, Thc, pari al 46%». La variabile più importante però nel condizionare i comportamenti degli adolescenti è il grado di disapprovazione sociale trasmesso ai giovani da famiglie, scuole, Stato e coetanei: «Se questo diminuisce – spiega – aumenta il consumo». L’uso di cannabis nei giovani, avverte quindi l'esperto, «può compromettere la normale maturazione cerebrale ed i rischi sono molteplici: sindromi demotivazionali, psicosi, effetti sul coordinamento psicomotorio con probabilità maggiori di incidenti stradali». Altro problema, rileva l’esperto, è il periodo di intervallo tra la prima assunzione e la richiesta di aiuto ai servizi, calcolato tra i 5 e gli 8 anni. Per evitare una deriva verso forme evolutive di dipendenza assume dunque l'importanza fondamentale, conclude, la diagnosi precoce, che si concentra anche sull'individuazione dei minori cosiddetti vulnerabili, come quelli con disturbi comportamentali.