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Provincia-Emilia

Il Pdl critica Errani e l'assessore Gazzolo: "Le risorse per le Bonifiche erano già previste, no alla propaganda"

09 maggio 2013, 21:19

“Per fronteggiare l’emergenza dissesto idrogeologico nell’Appennino causata dagli eccezionali eventi atmosferici delle scorse settimane, l’Amministrazione regionale ha stanziato 800mila euro per interventi di manutenzione straordinaria delle opere pubbliche di bonifica, in particolare di quelle collocate sui corsi d’acqua minori e lungo la viabilità ancora in gestione ai Consorzi di bonifica". Lo dice il presidente del gruppo Pdl della Regione Emilia-Romagna, Gianguido Bazzoni, che commenta: "Tale misura è stata sbandierata dal presidente Errani e degli assessori Gazzolo e Rabboni, nel corso dei vari sopralluoghi sui luoghi delle frane e degli incontri con amministratori e popolazioni locali, come un intervento di straordinaria portata mirato ad una prima gestione dell’emergenza. Peccato che di straordinario e di mirato non vi sia nulla nello stanziamento, trattandosi di risorse regionali da destinare ordinariamente ogni anno alla manutenzione, questa sola straordinaria, di opere pubbliche di bonifica. Nel 2012, addirittura, le risorse regionali stanziate ammontavano a complessivi 900mila euro, ben 100mila più di quest’anno. È pur vero che la Regione ha stanziato 1,8 milioni di euro per l’emergenza maltempo, ma ci sembra deplorevole, di fronte alle gravi difficoltà di tanti territori e di numerosi cittadini, giocare sulla comunicazione ad effetto per fare propaganda. Le frane che stanno flagellando l’Appennino emiliano-romagnolo, frutto di un dissesto idrogeologico ormai drammatico, non sono solo determinate dall’eccezionale maltempo delle scorse settimane ma anche da scelte sbagliate della Regione. La montagna dell’Emilia-Romagna assiste da anni al depauperamento dell’attività agricola determinato anche da politiche regionali improntate all’interruzione di ogni forma di sostegno finanziario all’agricoltura montana. Una scelta grave i cui risultati, in termini di abbandono del territorio con conseguente dissesto, sono sotto gli occhi di tutti. Il dissesto idrogeologico della montagna dell’Appennino, quindi, è anche figlio di una politica regionale che lasciato letteralmente scivolare le aree montane nella marginalità economica e nello spopolamento”.