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Parma

Iren: consiglieri uniti nel sì al nuovo assetto

09 maggio 2013, 13:11

Iren: consiglieri uniti nel sì al nuovo assetto

Gian Luca Zurlini

Incredibile, ma vero: dopo una serie di sedute al «calor bianco», con maggioranza e minoranza contrapposte su ogni tema sempre più duramente, ieri il consiglio comunale d'urgenza convocato per deliberare la nuova «governance» di Iren è filato via liscio come l'olio,
concludendosi con votazioni unanimi a favore dei 4 ordini del giorno presentati da Pd, «5 Stelle» e Pdci e con 26 «sì» e la sola astensione,
non polemica, di Ettore Manno del Pdci nel voto finale.

Unico assente era il gruppo di Civiltà parmigiana, rappresentato dall'ex sindaco Elvio Ubaldi che nella seduta di martedì aveva contestato la legittimità della convocazione d'urgenza.........................................Tutti i dettagli sulla Gazzetta di Parma in edicola

Niente Cosap. La discussione slitta alla prossima settimana. Sì - e d'urgenza - alla riforma della governance di Iren: il tema - che sta molto a cuore al sindaco Pizzarotti e ai 5 Stelle, profondamente contrari alla perdita di un vicepresidente "parmigiano" - arriva nell'aula del parlamentino grazie alla convocazione di una seduta straordinaria "last minute" e monotematica.

Non doveva essere dato spazio a interrogazioni e comunicazioni, per concentrarsi sull'affaire Iren, ma è stata data la possibilità al capogruppo 5 Stelle Marco Bosi di ricordare la figura di Peppino Impastato nel giorno dell'anniversario della sua uccisione da parte della mafia: "Dobbiamo continuare a dimostrare che siamo più di loro".

Poi via con Iren. Pellacini (Udc) chiede alla segretaria comunale se la questione "abbia i crismi di legge per la convocazione d'urgenza, visto che ci sono seri dubbi". Il presidente del Consiglio Vagnozzi spiega le sue ragioni sulla convocazione d'urgenza: "L'approvazione della riforma dello statuto è prevista per il 10 maggio, e non si era riusciti a discuterne nella scorsa seduta". La segretaria comunale conferma che tutte le regole sono state rispettate.

La relazione sulla vicenda governance è fatta dal sindaco Federico Pizzarotti: "Non siamo azionisti di maggioranza di Iren, ma la multiutility gestisce i nostri servizi ed è importante capire cosa comporterà la modifica di statuto, con la riduzione delle figure apicali. Si toglierà il concetto dell'organo esecutivo, che oggi prende decisioni strategiche all'unisono: ci saranno maggiori poteri in capo al Cda e le figure apicali saranno ridotte da 4 a 3. Sulla carta, secondo le intenzioni, ci dovrebbe essere più efficienza. Io credo che non basti questo a garantirla. Tanto più che le quattro figure garantivano la rappresentanza delle quattro città principali: Torino, Genova, Reggio Emilia e Parma. Col cambiamento non avremo più una rappresentanza diretta. Ci dicono di aver voluto superare l'ambito territoriale, ma io nutro perplessità". Il sindaco spiega che l'amministratore delegato avrà su di sè molto potere e molta autonomia, gestendo le società di primo livello del gruppo. Proprio riguardo a queste ci sono novità: "Si demanda a dopo, rispetto alle scelte degli amministratori, quale sarà la nuova struttura. Tutto avverrà dopo: questo ci lascia perplessi. Di fatto tutto è concentrato sul dare più autonomia ai nuovi dirigenti apicali, liberandoli dal comitato esecutivo che rappresenta i territori".

Savani (m5s): "Con questa delibera diamo mandato al sindaco di difendere gli interessi della nostra città. Abbiamo cercato il dialogo con gli altri Comuni.  L'importante ora è la tutela dell'ambiente e della salute".

Nuzzo (m5s): "Il dubbio assale tutti: la questione è complicata perchè buona parte delle decisioni non saranno in mano nostra. A chi dice che questo vicepresidente non ha portato vantaggi, dico ironicamente che lo scorso vicepresidente invece ha portato sì vantagi, ma a se stesso. E a chi parla di fare proposte rispondo che ne abbiamo fatte tantissime, e tutte all'opposto della gestione dei rifiuti attuali, con l'antica modalità dell'incenerimento. Ora è il sndaco che ha il pallino in mano che scotta: è lui che deve difendere le necessità di questa città e dei suoi cittadini, ma il risultato non è purtroppo nelle nostre mani".

Lo chiarisce bene, Pizzarotti: "Parma non può esssere esclusa da un suo ruolo. Vogliamo avere un peso in questo sistema".

Il primo a intervenire è Nicola Dall'Olio (Pd): "E' vero che le tre figure apicali, scelte non su base territoriale ma per competenze, vengono scelte dai sindaci di Reggio, Torino e Genova, ma il sindaco di Reggio sarà lì come portavoce del patto emiliano". Dall'Olio invita poi a ripensare questo sistema delle  multiutility poco legate al territorio, proponendo di sganciarsi per certi servizi e affidarsi a società locali: "Discutiamone insieme". "La preoccupazione principale per noi -continua il capogruppo Pd- è comunque garantire i livelli occupazionali e la qualità dei servizi maturata negli anni grazie a professionalità motlo forti. Al nostro gruppo le poltrone interessano poco, ci interessa che ci sia chi sa mantenere l'azienda al suo livello di efficienza e che sul territorio rimangano le attività, e non solo le manutenzioni e resti un collegamento forte col territorio per portare le sue esigenze. Già oggi non siamo sede di alcuna società di primo livello, ad esempio. Dobiamo invece portare qui sviluppo e ricerca".

Il gruppo ha presentato un ordine del giorno in cui si chiede, tra l'altro, al sindaco di impegnarsi a chiedere il mantenimento della sede amministrativa e il suo potenziamento.

Buzzi (Pdl): "Il mantenimento di una sede amministrativa mi sembra un buon compromesso se c'è da rinunciare a una figura apicale".

Feci (M5s) critica la dimesione multiutility: "Quando diventano così grandi sfuggono al controllo del territorio. Le dimensioni ottimali sono quelle della vecchia Amps o dell'attuale Ascaa. Sulla governance poi,  la riforma dà poteri abnormi all'amministratore delegato. Mi sembra difficile che con questa riforma si raggiungano gli obietivi di efficienza. Se a Parma arrivassero occupazione e la parte direzionale che riguarda i nostri servizi sarebbe già una buona cosa. Ma ci vorrebbero anche figure di nostra nomina per avere collegamento col territorio: comuqnue se ne dica, chi arriva da un territorio un minimo di campanilismo ce l'ha". Anche i 5 Stelle hanno redatto un loro ordine del giorno in cui si chiede al sindaco di far adottare, in sede di sub-patto soci ex Enìa, una delibera con oggetto l'impegno da parte della nuova governance a tutelare il Comune di Parma attraverso un'adeguata rapopresentanza all'interno degli organi societari.

Manno (Pdci) chiede al sindaco di mettere in campo una politica di tutela dei piccoli azionisti che non possono essere rappresentanti dentro al Cda. "Intanto se le poltiche verso le municipalizzate nel passato fossero state diverse ci troveremmo ad avere un altro ruoo".

Pellacini (Udc): "Non sono interessato al poltronificio, e di fatto col riordino c'è risparmio immediato. D'altra parte a livello di territorialità dobbiamo far sì che tutto quello che riguarda i nostri cittadini non deve essere toccato, e che i piccoli azionisti vadano tutelati. Sono d'accordo a chiedere di garantire la sede, ma queste modifiche societarie sono normali a questi livelli".

Guarnieri (Altra politica): "Sono convinta che quando una strada viene avviata bisogna avere il coraggio di percorrerla. Iren oggi si presenta in effetti come un grosso pachiderma, con difficoltà a ricostruire la mappa delle società e dei livelli di decisione. Non so se questa è la miglior scelta di governance, ma oggi la situazione non va certo nella direzione della celerità decisionale per consentire all'azienda d i far bene il suo mestiere. Il vicepresidente di Parma? Se siamo onesti diciamo che non ci ha mai portato granchè. Non è che abbiamo contato di più, anzi, le decisioni sono passate sopra la nostra testa e le abbiamo apprese da altri Consigli comunali. Condivido però la preoccupazione di non essere messi ai margini e di poter dire la nostra. Forse nemmeno avere la sede amministrativa sarà determinante per avere un ruolo. Chiedo al sindaco di fare in modo che a Parma venga riconosciuta la facoltà di esprimere il gradimento preliminare nelle nomine del Cda e soprattutto presidente e amministratore delegato. E poi giocare la carta dei comitati territoriali all'interno del sub-patto emiliano".

Bosi (M5s) presenta l'ordine del giorno sulla tutela dell'acqua pubblica all'interno di Iren e quello sulla nuova governance.

 Iotti (Pd): "Rammarico perchè in questa occasione non c'è nessun lavoratore di Iren presente: qui stiamo cercando di salvare il ruolo di Parma". "Contare di più non significa avere un vicepresidente: significa essere propositivi. La società sui territori propone piani di investimento che significano pensare cosa si vuol fare. I cittadini sono interessati alla qualità dei servizi e agli interventi. Io non ho capito cosa vuole fare il sindaco: i dubbi li abbiamo tanti, ma dobbiamo votare una delibera: che cosa vota? Oggi non possiamo fare a braccio di ferro con Torino e Reggio Emilia, ma possiamo dire che questo territorio va valorizzato, dire dove la società può impegnarsi per questo territorio. Iren non può più essere un bancomat a cui chiedere di fare qualche spesuccia dove il Comune non può farla, ma chiedere un ruolo vero sul territorio".

Volta (Pd): "Il problema grosso è che una multiutility si basa sul profitto. A chi è utile questa utility? Che tipo di investimento può fare sull'ambiente nel futuro? In che cosa c'è veramente un patto? A pensare solo alle poltrone e al campanilismo non si va lontano. Il patto deve essere un patto: servono condivisione e sinergia. Dobbiamo portare a casa un controllo pubblico vero e che il territorio d Parma conti. Il problema è che ci sia davvero un patto.

Tanti dubbi sulla visione complessiva della delibera sono espressi dal presidente del Consiglio comunale Vagnozzi, sceso tra i banchi della maggioranza per intervenire. "Creare a Parma sedi operative e direzionali mi trova d'accordo, ma Iren ha venduto i suoi uffici. Andremo in affitto?".

Ghiretti (Parma unita): I 5 Stelle parlano del vicepresidente, ma quello nominato da loro deve ancora far sapere se si è diminuito il compenso. I problemi veri sono la salute, l'ambiente, dove andiamo. Su Iren non è che in un anno abbbiamo partorito molto: fuochi e fiamme ma l'inceneritore è partito, e gli osservatori non sono nemmeno riusciti a vedere che entravano 50 tonnellate di rifiuti. Non servono splendidi isolamenti, serve battersi per le cose che contano: il sindaco se vuole può coinvolgerci tutti, oppure può continuare ad affidarsi all'esperto non pervenuto". Ce n'è anche per l'ad Iren Viero: "Sto ancora aspettando le risposte che gli ho fatto in Consiglio comunale e a cui aveva promesso di dare risposta per iscritto, le ha eluse. E mi dispiace che l'assessore Folli non le abbia pretese. Con Iren dobbiamo decidere se fare la guerra o se collaborare con patti molto chiari. Dobbiamo stringerci intorno al sindaco perchè questa è una prova di maturità grande. E dobbiamo pretendere una trasparenza che da Iren oggi è negata".

Sul tema governance di Iren intanto è intervenuta l'associazione Millecolori.

MILLECOLORI: "LA GIUNTA DIMOSTRI CHE VUOLE UNA PARTECIPAZIONE ATTIVA E NON SOLO INTERDITTIVA"

"Dalla stampa locale abbiamo appreso che il Comune di Parma si opporrebbe alla modifica della governance di IREN per non perdere la Vice Presidenza che, a detta del Comune, consentirebbe un maggior controllo della società.
Crediamo che, purtroppo, nella sostanza detto controllo si sia già in parte perso quando prima e dopo le elezioni, si è operato in modo molto poco trasparente, in danno di IREN, in accordo con Vignali e Villani.
Con questi comportamenti si è veramente persa ogni credibilità ed affidabilità quali soci, e non solo.
Comunque siamo convinti che Parma debba avere una sua presenza nella governance di IREN, anche perché a Parma è stata realizzata da IREN una importante struttura qual è il PAIP e, pertanto, che la città, nonostante l’insipienza amministrativa precedente ed attuale, meriti comunque una adeguata rappresentanza.
Per dimostrare però che l’interesse è quello ad una partecipazione attiva e non solo interdittiva (anche perché creando ostacoli possono perdere di valore le stesse azioni delle quali il Comune è titolare e che hanno portato, come distribuzione di utili, un po’ di ossigeno nelle casse comunali) il Comune di Parma dovrebbe dichiarare e pretendere:
1) che il compenso di tutti gli amministratori, incluso quello dell’attuale Vice Presidente Bagnacani, venga drasticamente ridotto;
2) la nomina di amministratori indipendenti e non in conflitto di interessi;
3) pretendere l’eliminazione delle diverse società operative, che ben potrebbero diventare delle divisioni dell’unica società, e ciò anche per ridurre i costo dei diversi consiglieri di amministrazione (incluso Raphael Rossi che sembra – poichè non ci risulta che la circostanza sia stata smentita - si faccia rimborsare da IREN Ambiente anche i costi dell’aereo per recarsi a svolgere l’incarico quale consigliere di amministrazione);
4) definire un piano industriale, con elementi qualificanti, ponendo agli amministratori e dirigenti l’obiettivo della sua realizzazione nel triennio di nomina, ancorando a detta realizzazione anche i “bonus” per i vari dirigenti;
5) pretendere che le economie realizzabili sulla base del piano industriale vadano obbligatoriamente per una parte significativa non in utili da distribuire, ma in riduzione delle tariffe che i cittadini sono chiamati a pagare.
Così operando si dimostrerà nei fatti, non solo a parole, che si discute non già di “poltrone”, ma di ben altro e di argomenti ben più importanti.
Si afferma quanto sopra anche perché l’attuale amministrazione, pur criticando (giustamente) l’attuale sistema comunale della partecipate in realtà le ha quasi tutte tenute in piedi, limitandosi a cambiare buona parte degli uomini che siedono sulle relative poltrone, ma mantenendo per lo più i precedenti emolumenti che, pertanto, continuano a gravare sulle tasche dei parmigiani.
Non vorremmo che “tutti cambi perché nulla cambi”.
Cosa ha infatti impedito al Comune di procedere, ad esempio, quantomeno alla incorporazione di Infomobility in Parma Infrastrutture?.
Speriamo che il Comune voglia chiarire “se e quando” spariranno tante inutili partecipate, facendo altresì cessare il profluvio di consulenze e rimborsi chilometrici sui quali dopo una interpellanza è poi calato il silenzio.
Le tasche dei cittadini di Parma ne potranno beneficiare e questo, soprattutto in momenti di crisi, è fondamentale.

Associazione Millecolori