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Provincia-Emilia

Malanca: "Indispensabile fare il Falstaff a Busseto"

09 maggio 2013, 23:59

Malanca:

Festival Verdi 2013: carta canta, non solo il soprano e il tenore. Sabato prossimo, infatti,  al Regio verrà presentato il festival e «sarà sulla base del cartellone definitivo annunciato in quella sede - come spiega Enzo Malanca, presidente di Parma Incoming e direttore generale di Ascom - che i tour operator stranieri confermeranno o meno le opzioni (in totale 2300, di cui soltanto 154 nazionali) sui biglietti della kermesse verdiana».
«Biglietti che - continua - non sono semplicemente legati a singoli eventi musicali, ma sono integrati all’interno di pacchetti turistici che prevedono la permanenza a Parma e nel territorio per alcuni giorni». «E’ in funzione della capacità di attirare turisti stranieri - ribadisce il presidente di Parma Incoming - che il Festival Verdi esprime al meglio il proprio potenziale e rappresenta una delle più importanti occasioni per muovere l’economia e i consumi nel nostro territorio. La ricaduta economica non è certo riscontrabile nella vendita dei biglietti a un pubblico stanziale o che comunque non soggiorni a Parma».
 Ad oggi sono state annunciate 2 opere, Simon Boccanegra e I Masnadieri, più Messa da Requiem e 3 concerti diretti da Chailly, Temirkanov, Gatti. Manca la conferma, per ora, della terza opera a Busseto: Falstaff. V’è incertezza sulla copertura economica.
 «Al di là degli aspetti culturali e artistici che verranno annunciati sabato - dichiara Malanca -, l’auspicio è che il cartellone tenga in massima considerazione il fatto che il Festival Verdi, per essere venduto agli operatori esteri, deve prevedere la possibilità di offrire eventi musicali diversi e consecutivi, in particolare opere, in uno spazio temporale ristretto, in modo tale da poter proporre pacchetti turistici con almeno 3 pernottamenti. E’ questa l’unica formula che può garantire una reale ricaduta economica sul territorio. Insieme a Carlo Fontana, amministratore esecutivo del Regio, stiamo lavorando ormai da mesi per far sì che il festival, tra l’altro nell’edizione del Bicentenario Verdiano, possa mantenere fede a tale priorità, ma è essenziale, in quest’ottica, che venga allestito il Falstaff a Busseto: da un lato perché è indispensabile inserire una terza opera per poter completare l’offerta turistica, dall’altro perché il mito di Verdi e dei suoi luoghi costituisce un imprescindibile elemento di attrazione culturale e turistica».
«Senza il Falstaff a Busseto - conclude Malanca - credo che la partecipazione dei tour operator stranieri si ridurrà come già avvenuto nel 2012. Quindi spero vivamente che sabato venga annunciato anche questo terzo titolo».