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Spettacoli

Negli abissi degli Swans, simbolo dell'alternative rock

09 maggio 2013, 21:03

Negli abissi degli Swans, simbolo dell'alternative rock

Marco Pipitone
I cittadini di Parma restino tranquilli, arriverà il tempo di Giuseppe Verdi ma prima di celebrarne compiutamente il bicentenario si volga lo sguardo a un altro cigno, la cui provenienza non è Busseto bensì New York. Nemmeno il suo colore riporta al biancore delle tradizioni: il nero, che lo contraddistingue, riconduce semmai ad oscure e inquietanti visioni. Stiamo parlando degli Swans (cigni, in inglese).
La band, capitanata dall’inquieto Michael Gira, arriverà nella nostra città, per un’unica data italiana martedì 21 maggio. L’evento curato da Alessandro Albertini si svolgerà al Campus Industry Music (prevendite: www.vivaticket.com, biglietti 20 euro + dp) alle ore 21.30. Opening act affidato alle liriche di Fabrizio Modonese Palumbo già performer dei Larsen, il quale salirà sul palco del Campus per presentare «All About Satan» il disco del suo nuovo progetto solista. Per ritrovare le coordinate musicali degli Swans s’impone un doveroso balzo temporale. La formazione, le cui origini risiedono nei primi anni Ottanta, ha attraversato l’ultimo trentennio musicale aggiornando una cifra stilistica dovuta alle più svariate contaminazioni. Tuttavia, la lezione impartita da band quali Suicide, Throbbing Gristle e Joy Division, trova la naturale emancipazione nei dodici album fin qui prodotti. Un’evoluzione che non è figlia esclusiva del relativismo manifesto; più facile associarne il tratto ad «un working progress» ergo alla ricerca del proprio originario confine. Dissonanze, ambientazioni spettrali, ritmi ossessivi, «la cornice del lago» è definita ma a determinare l’abisso nel quale «i cigni» si specchiano, sono le improvvise schiarite melodiche, ossimori sonori autentici da cui scaturisce ogni possibile contrasto. Nel 2012 il clamoroso ritorno, Gira e soci raccolgono i frutti di un lavoro infinito. Le tracce di «The Seer» si sviluppano, infatti, durante l’intera carriera e vedono la luce soltanto nel disco suddetto. La forma canzone di alcuni passaggi è diluita magicamente, come fosse un mantra; a stupire in verità, è la visione d’insieme di un progetto nel quale ad essere marcata a fuoco è la precisa volontà di sfuggire alla routine che attanaglia l’attuale scena alternativa. Il sottobosco musicale mondiale applaude: pubblico e critica decretano il successo dell’album senza mezzi termini. Che cosa aspettarsi dall’esibizione al Campus Industry Music? Nulla di rassicurante e vista la natura degli Swans, sarebbe questo il valore aggiunto, traducibile in un’esperienza sonora «emotivamente definitiva». Come forse nemmeno potrebbe esserlo ... l’ultimo canto del cigno.