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Parma

I figli, tra emozioni e segreti: la "lezione" di Paola Mastrocola

11 maggio 2013, 01:14

I figli, tra emozioni e segreti: la

Enrico Gotti

Insegnante e autrice, Paola Mastrocola ha dato ieri una lezione di scrittura e di vita a un pubblico appassionato di libri. Nella libreria Feltrinelli di via Farini, assieme a Eleonora e Mariangela Guandalini, ha presentato «Non so niente di te», sua ultima fatica, sull’educazione sentimentale fra madre e figlio. Anche la sua precedente opera, «Togliamo il disturbo», parlava sempre di educazione: con un’analisi critica della situazione attuale del sistema scolastico italiano. «Paola è un’amica vera, ha accompagnato la storia della nostra casa editrice. Quest’ultimo libro esce con Einaudi, ma Paola rimane nella famiglia Guanda con il cuore»,  la presenta così Mariangela Guandalini. Paola Mastrocola «racconta con grande sensibilità il mondo dei giovani, sembra le interessi più di quello degli adulti» osserva Eleonora.
 «È vero - spiega al pubblico la scrittrice -, sono attratta dal punto della vita che per tutti noi è la giovinezza, perché è il momento cruciale, «“per diventare ciò che eravamo”», come dice Pindaro». Il libro racconta di Phil, un giovane economista, nato in una buona famiglia, che all’improvviso sembra scomparso. Sua madre si mette a cercarlo, ma a ritroso, partendo dall’incontro con chi lo ha conosciuto, come ad esempio la sua maestra delle elementari. Scopre così che suo figlio non è come se lo era immaginato, che è «un vincente che non ha mai voglia di vincere».
«I nostri figli sono un’altra cosa rispetto a quello che appaiono a noi. Ognuno di noi è un mistero. A un anno leggevo a mio figlio le poesie di Montale. Ovviamente, poi, non ha fatto Lettere. Il genitore deve fare questo: mostrare quello che ama e quello in cui crede, senza pensare che seguirà quella via, perché comunque avrà un esempio di passione - dice Paola Mastrocola -.  Uno viene influenzato dalla vita e da quel poco che nella vita conosce. Ho avuto la fortuna di un figlio che mi ha messo a dura prova, e questo libro è il risultato di questa dura prova. Sappiamo che i figli sono cose diverse da noi, ma è la cosa più difficile da accettare».
Tutti i personaggi del libro si mettono alla ricerca di Phil: «Oggi abbiamo la possibilità di avere contatti in ogni istante, con internet, e oggi più che mai perdiamo i contatti. Anche con il guinzaglio che diamo ai nostri figli, il telefonino, non controlliamo niente - racconta la scrittrice, fra aneddoti e ricordi personali, come quelli sul mondo dell’istruzione -.  Per noi la scuola era importante, come strumento di promozione sociale e spirituale, lo era anche per alcuni di noi che avevano condizioni di partenza un po’ più umili, perché l’insegnante,  che ti parla di letteratura, scienza, filosofia, ti fa accedere ad un mondo superiore. Nelle nostre scuole, oggi, stiamo riducendo il sapere in pillole, in schemi. Bisogna invece dire che le opere complete sono più importanti, bisogna scoprire i grandi classici».