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Parma

Carta Canta: "All'Asp situazione di abbandono

11 maggio 2013, 22:22

Giulia Viviani
Ancora polemiche attorno all’Asp «Ad personam», dopo i dati diffusi da CartaCanta sulla voragine di bilancio di oltre 4 milioni di euro, e la notizia dell’abbandono di Anffas dal tavolo dei soci a cui siedono ora solo il Comune di Parma e la Curia (con l’1% delle quote) è arrivata ieri la notizia, sempre diffusa dalla onlus, delle dimissioni di uno dei revisori, Gian Luca Conti, che nel corso dell’ultima assemblea del 23 aprile ha comunicato di voler lasciare l’incarico, peraltro già in scadenza il 30 giugno.
 Un’anticipazione ufficialmente motivata dalla nomina di Conti a commissario straordinario delle Terme Baistrocchi, in cui CartaCanta ravvisa anche altri segnali: «Innanzitutto non occorre essere dei maghi per capire che le sue dimissioni sono un atto conseguente alla situazione di abbandono del destino dell’Asp da parte del suo di fatto unico azionista, il Comune di Parma - si legge nel comunicato inviato ieri dall’associazione - che continua insieme ai vertici dell’ente a rincorrere il miraggio della vendita del Romanini-Stuard».
 Emerge inoltre come il revisore dei conti avesse già più volte sollecitato il Comune e il  consiglio di amministrazione  a intervenire tempestivamente e come queste sollecitazioni fossero state riprese anche nell’ultima delibera di adozione del bilancio consuntivo 2012 da parte del Cda, in cui si legge: «il Revisore ha richiamato l’attenzione sul contratto di servizio sottoscritto con il Comune di Parma e in particolare sulla clausola di salvaguardia, evidenziando il valore della clausola stessa e la necessità, qualora le alienazioni previste nel Piano e in particolare quella dell’immobile Stuard-Romanini non si realizzassero, di doverla azionare nei confronti del Comune ai fini di colmare lo squilibrio economico e finanziario».
Il Comune quindi, stando anche a quanto detto (e messo a verbale) nella seduta dall’assessore al Welfare Laura Rossi (irraggiungibile ieri sera telefonicamente per un commento) dovrebbe farsi carico delle perdite di Asp. CartaCanta conclude con un quesito: «Abbiamo la sua parola scritta (dell’assessore, ndr) che il Comune pagherà, ma quando?». 

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