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Provincia-Emilia

Mango: "Ho sognato che Rossana, Teresa e Bianca si fossero salvate"

12 maggio 2013, 00:19

Mango:

Umberto Spaggiari

Dopo quasi due mesi trascorsi in ospedale, Francesco Mango, il commerciante 55enne che nella tragedia avvenuta il 9 marzo a Guastalla a causa dello scoppio del suo furgone friggitoria in un attimo ha perso moglie, figlia e cognata, è tornato nella sua abitazione a Sant’Ilario.
«Sono qui da solo, le giornate non trascorrono mai. Non c’è più la simpatica vivacità di Rossana, manca la concreta presenza di mia moglie. Non c’è più nulla» dice con un groppo in gola Francesco, che comunque desidera ringraziare i concittadini, le autorità, i sanitari dell’ospedale Maggiore di Parma, i colleghi di lavoro dei mercati di Guastalla, Sala Baganza, Boretto e Gualtieri per la vicinanza che gli hanno dimostrato in questo difficilissimo frangente.
«Voglio ricambiare a tutti loro l’affetto che ho ricevuto», sottolinea muovendo lentamente la mani ricoperte dai guanti che nascondono le gravi ustioni provocate dalla terribile fiammata che ha avvolto la moglie Teresa Montagna di 50 anni, la figlia 28enne Rossana e la cognata Bianca Montagna di 44 anni.
Della loro tragica fine  è venuto a conoscenza alcuni giorni dopo il ricovero in Rianimazione. «Mentre mi allontanavano dal luogo del disastro - spiega - ho visto una persona con in mano un estintore e speravo che fossero riusciti a salvarle. L’ho anche sognato. Purtroppo con tanta delicatezza, una psicologa mi ha messo al corrente della realtà. In quel momento mi è caduto il mondo addosso».
«Adesso sono qui nella casa vuota, ma devo andare avanti in una situazione difficile», mormora, ed il pensiero va a Rossana, l’amatissima figlia che dopo tanto impegno per laurearsi in legge è morta nel momento in cui cominciava a raccogliere i frutti degli studi.
 «Il sabato ci accompagnava al lavoro per distrarsi, per stare in mezzo alla gente e staccare la spina dagli impegni professionali».
 Con commozione rivanga gli anni trascorsi serenamente con la moglie Teresa, e ricorda la cognata Bianca Maria sempre disponibile ad aiutare.
«Ho sentito tanto affetto dalla gente, dai vicini di casa. So che gli amici di Rossana anche giovedì 9 maggio, a due mesi dalla disgrazia, si sono riuniti a pregare in una chiesetta qui in paese. Tutti mi hanno dato grande affetto» ribadisce. «Non ho sufficienti parole per contraccambiare».
 

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