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Parma

Grandi e piccini in sella nel serpentone di Bicincittà

13 maggio 2013, 18:28

Grandi e piccini in sella nel serpentone di Bicincittà

 Andrea Del Bue

Al via, una sola indicazione: «Scampanellate, scampanellate più che potete!». Tanti «drin» per attirare l’attenzione della città sui temi della mobilità alternativa, della cultura urbana, dell’educazione ambientale: è quanto ha fatto il serpentone di oltre duecento ciclisti che ieri ha affrontato, con partenza e arrivo al Parco Ducale, un percorso lungo la città di 16 km, in occasione della 29esima edizione di Bicincittà, organizzata dalla Uisp. Ci sono le famiglie, soprattutto, incuranti di un acquazzone che fino ad un’ora dal via sembrava mettere a rischio la partenza. Invece, spunta il sole, con i bambini, casco in testa, pazzi di gioia. Ci sono anche i non vedenti dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Parma: vanno in tandem, con un accompagnatore. Non vedono, ma fiutano l’aria e ne godono. Lara Civa assicura: «E’ un bellissimo modo di stare in compagnia e fare movimento nella città. La bici è un mezzo meraviglioso, soprattutto in collina: riesci a sentire tutti i profumi del bosco». Due ruote come medicina naturale che permette di ridurre la posologia della chimica per i ragazzi della Va’ Pensiero, l’associazione per la promozione della salute mentale. Il suo presidente, Mario Di Egidio, è sicuro: «La bicicletta può essere una terapia». Sono tanti i nonni con i nipoti. L’ex ciclista degli anni Sessanta Bruno Alfieri rispolvera, per l’occasione, una vecchia «Moser» da corsa: porta a pedalare il nipotino Edoardo, 6 anni, alle prime armi. Prima del via, qualche intervento di assistenza, soprattutto per riparare forature, dell’«Officina delle bici», dove lavorano le mani esperte del meccanico Gianni Lunghi, che ha rimesso in sesto anche qualche mezzo dei cicloturisti, partiti un po’ prima del gruppone, in direzione collina, su un percorso di 65 chilometri. Bicincittà è anche l’occasione per fare il punto sulla ciclabilità urbana di Parma. Enrica Montanini, presidente della Uisp, pensa alle nuove generazione: «Tra i più giovani si sta un po’ perdendo la cultura della bicicletta -  osserva -. Nei percorsi casa-scuola, bisognerebbe inserire, accanto al “piedibus”, anche il “bicibus”. «E’ necessario riprogettare le piste ciclabili esistenti: oggi sono troppe quelle dove il ciclista è insieme ai pedoni - sottolinea Giovanni Dall’Ovo, presidente della sezione ciclismo della Uisp -. E con questo principio vanno realizzate quelle nuove».  Un’altra richiesta: le piste ciclabili lungo i corsi d’acqua della Provincia. Lieta, in questo senso, la notizia data dagli assessori allo Sport, rispettivamente di Comune e Provincia, Giovanni Marani e Walter Antonini. E’ insieme che annunciano: «Entro la fine del 2014 sarà pronta una lunga pista ciclabile che collega Parma a Lesignano». Correrà lungo la Parma, si chiamerà «Voladóra».