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Provincia-Emilia

Morto Lutring, il "solista del mitra" che divenne amico di Parma

13 maggio 2013, 13:23

Morto Lutring, il

Luciano Lutring, il cosiddetto 'solista del mitra' protagonista della malavita degli anni '70, è morto la scorsa notte. La notizia è annunciata da amici e famigliari sul suo profilo Facebook.

 Luciano Lutring era nato a Milano nel dicembre del 1937, e i genitori volevano fare di lui un violinista. Curiosamente, poi, diverrà famoso per utilizzare la custodia di un violino per nascondere il mitra con cui compirà molte delle sue famigerate rapine, centinaia, soprattutto a banche, negli anni Sessanta e Settanta.

Lutring divenne quasi leggendario come eroe negativo anche per il suo stile di vita di latitante: grandi alberghi, belle ragazze, galanterie e lusso sfrenato. D’altra parte, in quegli anni, riesce a racimolare bottini per miliardi dell’epoca.

Nel 1965 viene arrestato a Parigi e sconta 12 anni di carcere (la condanna era a 22) in Francia, durante i quali inizia a dipingere e mantiene una corrispondenza con l’allora Presidente della Camera Sandro Pertini. Infine venne graziato dal Presidente della Repubblica Francese Georges Pompidou, e poi nuovamente graziato nel 1977 dal Presidente italiano Giovanni Leone. In un famoso film basato sulla sua autobiografia, 'Lo Zingarò, il suo personaggio venne interpretato da Alain Delon.

Molti i suoi contatti con Parma e Salso, per incontri e presentazioni di libri -  Un esempio (Gazzetta di Parma  19-3-2008) - Il «solista del mitra» Luciano Lutring è tornato a Salso dopo la famosa rapina da 30 milioni di lire realizzata, nel 1964, ai danni di una gioielleria di viale Romagnosi. L’ex rapinatore è oggi un affermato artista e scrittore. Il motivo della sua visita salsese è legato all’amicizia con lo scrittore Andrea Villani che gli ha appena dedicato il suo nuovo libro «Questo sangue. L’ultima rapina di Luciano Lutring», un corto thriller pubblicato per A.Car edizioni. Con lo stesso editore, e nella stessa collana, Lutring ha dato alle stampe, in questi giorni, un suo breve racconto dal titolo «L'amore che uccide». Prima di arrivare a Salso, i due hanno pranzato insieme al Bistrò di Parma (curiosa coincidenza: il titolare, di origini salsesi, nel 1964 fu praticamente uno dei testimoni della rapina) prima di fare tappa in alcune librerie parmigiane e fidentine.