Sei in Archivio

Quartieri-Frazioni

Nocciola, zabaione e altre delizie: 30 anni di gelati e tanta passione

14 maggio 2013, 01:34

Nocciola, zabaione e altre delizie: 30 anni di gelati e tanta passione

 MONTANARA

Margherita Portelli
Basta fare il suo nome, in quartiere, che già le papille gustative iniziano a destarsi. Perché «Martino», al Montanara, è sinonimo di gelato da quasi trent’anni. Lungo la strada, l’insegna della sua gelateria ha fatto da catalizzatore sociale per generazioni intere, e ancora oggi, ogni mattina, un drappello di affezionati e pensionati si ritrova sulle panchine lì davanti, per discutere di sport. Martino Saponara, 64 anni, è alla guida della gelateria di quartiere dal 2 giugno 1984, quando decise di aprire l’attività in quello che allora era chiamato il «Bronx» di Parma. Dopo qualche anno passato come dipendente alla «Tanara», e dopo aver aperto una piccola gelateria in centro, in società con un altro artigiano, Martino si lanciò nell’avventura in solitaria. Col tempo, poi, al suo fianco hanno preso a lavorare anche la moglie Marta e i figli Carlo ed Enrico, 37 e 40 anni. «Mi sono trovato bene sin dal primo momento in questa zona della città, era come stare in paese, ci si conosceva tutti – racconta Martino -. Il quartiere poi è cresciuto, sino a diventare uno dei più uniti della città, e i commercianti hanno dato vita all’associazione «Montanara Insieme»». Da oltre 40 anni Martino lavora senza sosta: «E’ un mestiere di sacrificio, certo, ma quando ci si affeziona è difficile smettere» assicura. Tra le sue specialità c’è la torta meringata, ma il suo gelato preferito è quello nocciola e zabaione: «Il tempo insegna ad apprendere i segreti per un buon gelato e a riconoscere i prodotti migliori di ogni ditta» Giorno dopo giorno, dietro il bancone dai mille gusti sopraffini, si alternano i componenti di tutta la famiglia, e i clienti vengono dal quartiere ma anche dal resto della città: tra loro, anche qualche ex-ragazzo che segue il gelataio dai tempi del centro,  fedele ad un gusto indimenticabile. M.P.