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Parma

Un libro e un dvd per riscoprire il ribelle Picelli

13 maggio 2013, 18:25

Un libro e un dvd per riscoprire il ribelle Picelli

 E' il coraggioso capopopolo che davanti a Italo Balbo (che avrà pur passato l'Atlantico, ma la Parma no...) alza Barricate destinate a diventare leggenda; è il teorico della «guerriglia urbana» dagli occhi azzurro cielo che il primo maggio del '24 si fa beffe dei fascisti issando sul pennone del Parlamento una bandiera rossa; ma anche il comandante carismatico e scomodo che durante la guerra di Spagna all'avversario sconfitto porge la mano ricevendo in cambio  un colpo di pistola. Un rivoluzionario mitico, Guido Picelli, l'eroe dell'Oltretorrente che faceva paura a Mussolini come a Stalin: fermato solo da un proiettile codardo, che qualcuno sparò alla sua schiena dritta. Una storia che sembra un film (anzi già la è...) quella dell'ardito del popolo che credeva nell'uguaglianza: e che il regista Giancarlo Bocchi ha raccontato in un appassionante documentario presentato in tutta Europa, «Il ribelle».

Un film che «riscopre» e fa luce sul personaggio Picelli che da oggi esce anche in edicola in un duplice formato: libro+dvd (edizioni Imp, 22 euro) per ripercorrere le tappe della vita incredibile di un punto di riferimento del proletariato internazionale, ex attore del cinema muto, pacifista della prima ora e orologiaio mancato che  si ritrovò a vivere da protagonista le pagine, ma così inquiete cvome in quegli anni, della Storia.
Al film, presentato nei mesi scorsi anche dalla Rai, si unisce il volume, ricco di splendide fotografie d'epoca, di documenti inediti o dimenticati, di scritti e saggi dello stesso Picelli (come anche di lettere) e di vere e proprie chicche: come la scheda della Camera dei Deputati - dove il parmigiano viene eletto con 20 mila preferenze nelle fila del Partito Socialista - in cui alla voce Impieghi all'epoca dell'elezione scrive «carcerato», lui che per le sue intemperanze sovversive conobbe da vicino le celle di San Francesco e, più avanti, anche il confino.
Nonostante avesse offerte per la pubblicazione del libro e dvd, Bocchi ha scelto la strada dell'autofinanziamento, autoproducendo «Il ribelle» senza fondi pubblici italiani e stranieri. Un modo autarchico e «resistente» di fare cultura che gli ha però permesso di mantenere il controllo diretto del progetto. Per non tradire la memoria di  Picelli, uno che di tradimenti - in vita e dopo - ne conobbe tanti, troppi.F. Mol.