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Parma

"Università inaccessibile". Alba, esposto in procura

15 maggio 2013, 00:00

Enrico Gotti

«Le passate amministrazioni non ci hanno dato risposte, speravamo che la giunta Pizzarotti cambiasse corso. Abbiamo offerto la nostra collaborazione, per segnalare i problemi nei nuovi edifici, ma la giunta Pizzarotti non prende posizione». A parlare è Bruna Bucci Guerra, presidente di Alba, che si è rivolta alla procura per denunciare «l’inaccessibilità dell’ingresso del chiostro di Lettere e dei Paolotti in via d’Azeglio, appena ristrutturato».
Critiche all'Università
Un problema grande, ma non certo il solo: «Ci sono case non a norma in città, così come le banche, in edifici recentissimi, con gradini o porte girevoli» elenca la Bucci Guerra, battagliera (nomen omen) coordinatrice dell’Associazione lotta barriere architettoniche. «Quello che ci angoscia di più - dice - sono le non risposte sull’università. Già nel 2011 abbiamo denunciato l’inaccessibilità dell’ingresso del chiostro di Lettere e dei Paolotti. In più, ci sono altre biblioteche difficilmente accessibili o inaccessibili. Abbiamo fatto la segnalazione al Comune, ma non è successo nulla. Per questo, come ultimo atto, ci siamo rivolti alla procura».
Quei gradini sotto accusa
Il 22 aprile, l’associazione ha inviato un esposto al procuratore della Repubblica. L’oggetto era «violazione sistematica della normativa sulle barriere architettoniche negli immobili dell’università degli studi di parma». Sotto accusa ci sono i gradini nell’accesso del chiostro di Lettere di via D’Azeglio, restaurato nel 2011 e dei Paolotti, dietro i quali prenderà forma una nuova biblioteca, «quello è a tutti gli effetti l’ingresso principale» scrive Bruna Bucci Guerra.
«No, non è quello l’ingresso principale» ribatte però l’ateneo. «Non è in via D’Azeglio, ma in piazzale Santa Croce: i ragazzi in carrozzina entrano da lì, perché arrivano con l’auto, nel parcheggio interno, hanno le chiavi del cancello automatico» spiega Emilia Caronna, delegata dal rettore a iniziative per studenti e studentesse disabili e fasce deboli.
I sopralluoghi del Comune
Nella lettera inviata in procura, Alba segnala anche altri problemi di accessibilità alle biblioteche universitarie. Il punto di partenza è il sopralluogo dei tecnici del Comune di Parma, del 25 gennaio 2012, nel quale si evidenza che la biblioteca di italianistica al secondo piano non è accessibile, perché ci sono tre gradini all’ingresso, che la biblioteca di filosofia al primo piano ha porte originali a doppio battente e quindi di difficile accesso e che quella di storia è totalmente inaccessibile perché l’ascensore non è ancora stato collaudato. Dopo quel verbale, «l’università ha inibito al comune la possibilità di effettuare ulteriori sopralluoghi, invocando la propria autonomia» attacca Alba.
La replica dell'ateneo
Ma i problemi segnalati non trovano conferma da parte dell’ateneo: «Queste cose non mi risultano, quando ci sono casi di questo tipo gli studenti segnalano e interveniamo - afferma Emilia Caronna - questi problemi non me li hanno posti, nessuno si è lamentato».