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Provincia-Emilia

Carancini: "Il centrodestra? Coalizione di incompetenze"

14 maggio 2013, 22:55

Carancini:

«Caselgrandi indossa le odiose vesti di chi accusa la vittima per le violenze subite. In questo caso per il vergognoso stupro democratico perpetrato ai danni della città mediante l’inciucio trasversale che ha provocato la caduta dell’ultima Giunta, in spregio al voto dei cittadini, alla lealtà ed agli interessi della comunità».
Così inizia una dura nota dell’ex sindaco leghista Giovanni Carancini che replica all’intervista del candidato sindaco della lista di centrodestra «Uniti per Salso & Tabiano» Marco Caselgrandi.
«Ha rimesso assieme ciò che la precedente amministrazione, caduta per questo, era riuscita a separare: il superiore interesse pubblico con i diffusi conflitti d’interessi che avevano portato alla rovina una comunità ed un territorio ricchi di risorse – afferma -. Questo candidato sindaco  ha il compito di rimettere al potere quella corrente pidiellina che ha al suo attivo il disastro amministrativo di Parma con i clamorosi arresti annessi, i tentativi di far cadere la giunta Cantini, e che ha per la seconda volta affossato una giunta di centrodestra a Salso».
 Per Carancini è «una coalizione di incompetenze senza senso. Un evidente ossimoro e una disvelata correità in termini politici percepita da gran parte dei cittadini che non comprendono come e per quali scopi rimettere assieme chi ha abbattuto la giunta e quelli che dicevano di sostenerla e hanno condiviso la necessità di comporre nella legalità il conflitto Terme–Baistrocchi, quest’ultimo commissariato, hanno approvato il piano di risanamento e rilancio delle Terme ed il divieto di svendere Tabiano per 1,8 milioni a rate».
Poi Carancini parla della sua amministrazione: «Ricordo gli entusiasmi nella maggioranza per l’accordo sulla ristrutturazione del Grand Hotel Centrale e per i 6,5 milioni che come componente il direttivo Ato ho portato a Salsoservizi annullando l’enorme indebitamento prima di liquidarla, la soddisfazione di aver rispettato il patto di stabilità. Gli elogi per aver portato a Salso l’istituto del turismo ed il piano operativo per il rilancio del Tommasini e le intese con Ausl e Regione per rilanciare la riabilitazione utilizzando al meglio lo Zoia. L’apprezzamento per la riduzione dei debiti, i milioni investiti nel sociale nonostante la crisi, le tante manifestazioni a costi bassissimi e la meraviglia quando ho lasciato 3,5 milioni di cassa al commissario».
Quindi conclude: «Il cerchio si è chiuso ed il quadro di valori e le motivazioni in campo sono evidenziati dai fatti. Il giudizio è al vaglio e nella responsabilità degli elettori che devono decidere, nel loro interesse, a chi affidare il futuro di Salso. Mai come ora la scelta è stata così difficile e demotivante».