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Parma

Discariche in strada Cornocchio e strada Naviglio Alto

15 maggio 2013, 01:50

Discariche in strada Cornocchio e strada Naviglio Alto

Margherita Portelli
Ai viaggiatori appisolati che, destandosi improvvisamente sul vagone, gettano lo sguardo oltre il finestrino per godersi il panorama, sembrerà di essersi persi: perché Parma assomiglia alla Napoli «dei tempi d’oro» in quel tratto di terreno che costeggia le rotaie in strada Naviglio Alto. A lato della carreggiata, pochi passi oltre il passaggio a livello percorrendo la strada in direzione Ikea, una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto «addobba» la campagna. Niente di nuovo per chi è abituato a transitare da quelle parti, perché l’immondezzaio in questione «accarezza» la strada da molti mesi, se non addirittura anni.
 Certo, col tempo, la situazione non ha fatto che peggiorare. Non più solo copertoni e materiale edile, ma anche televisori, divani, barattoli arrugginiti, vernici. Vetri rotti e affilati a pochi centimetri dalla strada mettono in serio pericolo chi dovesse passare a piedi o in bicicletta.
Le prime case nelle vicinanze sono a qualche decina di metri di distanza e la strada non è molto trafficata, ma chi si deve fermare al passaggio a livello, quando la sbarra si abbassa, si trova costretto a alzare il finestrino per il cattivo odore persistente che mesi di incuria e inciviltà hanno contribuito a creare.
C’è chi utilizza quella strada per recarsi al grande magazzino svedese d’arredamento dal quartiere San Leonardo, chi si fa una corsetta convinto di potersi godere un po’ di campagna, e chi, transitando in auto per la prima volta, rallenta dall’incredulità di fronte a quell’indecoroso spettacolo: ammucchiati uno sull’altro si stagliano i rifiuti scaricati senza sosta.
Un  isolato caso di maleducazione? Non sembrerebbe proprio, visto che basta percorrere pochi chilometri di tangenziale in direzione Ovest per ritrovarsi di fronte a una «cartolina» del tutto simile.
In strada del Cornocchio, a poche decine di metri dall’aeroporto, infatti, un’altra discarica abusiva costeggia l’asfalto: di fronte a una corte abbandonata, in mezzo al verde prepotente e a pochi passi dalle auto che sfrecciano rumorose sulla circonvallazione, il desolante spettacolo si ripete: scheletri di mobilio, calcinacci vari, barattoli e secchi a volontà, plastiche e cellophane soffocano il terreno. Anche qui le abitazioni sono distanti, ma la prossimità all’aeroporto, e a un frequentato hotel, fa sì che a «sfrecciare» sulla strada siano soprattutto taxi carichi di turisti.  Come «benvenuti» o «arrivederci» non c’è male.

 

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