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Parma

Inceneritore: documentazione al vaglio

14 maggio 2013, 18:49

Inceneritore: documentazione al vaglio

Mentre a Ugozzolo i tecnici di Iren vanno avanti con le prove per far partire l’inceneritore in modo definitivo entro luglio, in Comune maggioranza e opposizione sono alle prese con l’analisi di tutta la documentazione che ha portato alla costruzione del Polo ambientale integrato (Pai).
 Il vero nodo da sciogliere, come è emerso dalla prima riunione sul forno convocata ieri pomeriggio in occasione della seduta della commissione Lavori pubblici e Ambiente, è quello relativo alla natura dell’impianto. Per Donatella Signifredi, dirigente del Servizio Controllo Abusi nel Territorio, «Iren è una società per azioni, l’area su cui sorge l’impianto è di sua proprietà così come è di sua proprietà il termovalorizzatore, quindi l’opera può essere di interesse pubblico, ma è privata».
Quindi non è un’opera pubblica, come invece riteneva l’allora Enìa quando il 7 maggio 2010 presentò in Comune il progetto del forno. A questo punto, per poter costruire l’impianto sarebbe stato necessario il rilascio del permesso di costruzione da parte del Comune, permesso che secondo la sentenza del Tar pubblicata il 25 gennaio 2012 (quella relativa all’annullamento dell’ordinanza comunale che decretava la sospensione dei lavori) sarebbe stato implicito. «Del resto - si legge nella sentenza 41/2012 - risulterebbe anomalo ritenere che l’opera in questione è priva del titolo edilizio dopo che il Comune ha partecipato a tutto l’iter approvativo ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica». Ma come ribatte la dirigente - autrice di una dettagliata relazione sulla storia burocratica del Pai - «in 20 anni di edilizia non ho mai visto un permesso implicito, così tanto implicito che non siamo stati in grado di trovarlo».
I consiglieri Massimo Iotti del Pd e Paolo Buzzi del Pdl hanno invece sollevato critiche all’operato dell’ex commissario Ciclosi, in quanto lasciò scadere i termini per l’impugnazione della sentenza del Tar al Consiglio di Stato. «Dovremo chiedere all’Avvocatura perché sono stati lasciati scadere i termini», suggerisce Buzzi, dato alla vicenda della sospensione dei lavori è legata la richiesta di risarcimento danni per 28 milioni di euro notificata da Iren al Comune lo scorso 21 luglio.P.Dall.