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Economia

Totalizzazione e ricongiunzione? Dipende dai casi

14 maggio 2013, 15:10

Totalizzazione e ricongiunzione? Dipende dai casi

Sono  un libero professionista che in passato ha versato contributi  anche da lavoratore dipendente. Cosa devo fare per poter riunire tutta la mia posizione?
R.A. Parma


Carlo Padovani
Coloro  che, nel corso della loro vita lavorativa, hanno versato contributi in gestioni previdenziali diverse, senza maturare il diritto alla pensione in nessuna di esse,  possono cumulare i relativi periodi contributivi al fine di maturare il requisito pensionistico.
L’art.24, comma 19, legge 214/2011 introduce la possibilità di poter “totalizzare” tutti gli “spezzoni” contributivi anche quelli in cui è presente un’anzianità contributiva inferiore a tre anni.
La richiesta della totalizzazione deve essere attentamente valutata in quanto esiste una procedura simile che è quella della “ricongiunzione”. Per fare una scelta in proposito è necessario considerare le differenze che esistono tra le due figure.
La totalizzazione dà la possibilità di riunire tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse che da soli non darebbero il diritto ad alcuna forma di pensione e, invece, dopo essere stati totalizzati consentono a ciascuna gestione interessata di pagare la quota di pensione a suo carico.
Ricongiuzione La ricongiunzione opera lo stesso risultato: riunire diversi periodi  della vita lavorativa seguendo criteri differenti  in quanto i contributi versati presso diversi Enti Previdenziali vengono portati in una sola gestione che provvederà ad erogare l’intero trattamento pensionistico.
Totalizzazione La totalizzazione può essere richiesta da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, liberi professionisti, ed è, a differenza della ricongiunzione, completamente gratuita. I requisiti per poter totalizzare i periodi contributivi sono:
qa)  l’assicurato non deve essere titolare di un trattamento pensionistico erogato da una delle gestioni destinatarie della normativa della totalizzazione;
qb)  si può ricorrere alla “totalizzazione” anche nei casi in cui si raggiungono i requisiti minimi per il diritto alla pensione in uno dei fondi presso cui  sono stati accreditati i contributi sempre che l’interessato non sia già  titolare di autonomo trattamento pensionistico;
qc)  l’istituto della totalizzazione non può riguardare periodi parziali maturati in ciascuna  gestione: deve interessare tutti e per intero i periodi assicurativi;
qd)  possono essere cumulati solamente i periodi non coincidenti.
La domanda deve essere presentata all’Ente che gestisce l’ultima forma assicurativa a cui è stato iscritto il richiedente.
La pensione in regime di totalizzazione decorre dal 18° mese successivo alla data di maturazione dei predetti requisiti ad eccezione di chi matura la pensione totalizzata con un’anzianità contributiva di 40 anni (nel 2013 40 anni e tre mesi per le speranze di vita) che, indipendentemente dall’età anagrafica, dovrà aggiungere ai 18 mesi previsti un mese dal 2012, due mesi per coloro che maturano i requisiti nel 2013 e tre mesi per coloro che li maturano dal 1° gennaio 2014.
La convenienza In conclusione, la convenienza della totalizzazione o della ricongiunzione, dove è possibile, deve essere valutata considerando la situazione del singolo individuo senza trascurare il fatto che la pensione totalizzata è calcolata con il sistema contributivo e quindi dà diritto ad un trattamento pensionistico più basso rispetto a quello che spetterebbe nel caso della ricongiunzione.