Sei in Archivio

Parma

Pizzarotti: "Non ho fatto niente di visibile, ma la città deve abituarsi"

15 maggio 2013, 09:19

Pizzarotti:

Marco Federici

Sindaco Pizzarotti,   un anno fa Parma ha scelto lei alla guida della città. Oggi si augurerebbe ancora di vincere le elezioni?
«Sì. Non ho nessun dubbio. Sono convinto che l'approccio amministrativo che abbiamo dedicato  a questa città l'avremmo fatto solo noi. Chiunque avesse vinto degli avversari  avrebbe ripristinato  il solito vecchio  sistema.   Il fatto che io sia stato  nominato di recente nell'ufficio di presidenza dell'Anci dà un riconoscimento anche  al   Comune e al nostro  Movimento 5 Stelle. Però...».

Però...
«...il bilancio di quest'anno, che  ritengo  positivo,   per quanto mi riguarda non va fatto su   un evento particolare. Ma per quello che abbiamo seminato. Tanto che  adesso la città  ha superato la diffidenza iniziale. Oggi noto un atteggiamento di apertura nei nostri confronti».

D'accordo la semina, come dice lei, ma c'è un'opera  realizzata  che possa essere emblematica del suo modo di amministrare?
«La cosa più importante della nostra azione di governo è la nuova visione di comunità sul tema del welfare: prevede che gli individui della  comunità cambino il modo di confrontarsi  e di aiutarsi fra loro.  Prima il welfare  era solo assistenzialismo:  ma noi abbiamo dato  una nuova  impostazione importante soprattutto a favore dei più  deboli. L'assessore Rossi sta già dialogando con altre città per spiegare il nostro progetto.   Mi rendo conto che non sto parlando di un ponte, ma   dal mio punto di vista non servono cose evidenti».

E secondo lei, in questo modo,    la città è in grado di  capire la vostra azione amministrativa?
«No, ma la città va anche educata  perché è stata abituata a quindici anni di  inaugurazioni, anche di cose annunciate e non fatte. Noi abbiamo cambiato registro. Annunciamo solo quello che abbiamo già concretizzato.  Quando  negli incontri di quartiere mi dicono solo  che   le strade sono piene di  buche vuol dire che  non si  sono capite le priorità della città»

E quali sono le sue priorità?
 Una  priorità è chiedersi come  faccio a finanziarmi gli investimenti se prima svendevo il territorio e ora non lo voglio più fare. Un'altra priorità è dare un valore alla manutenzione, in particolare alle scuole e agli impianti sportivi. Dunque  a chi si guarda attorno a Parma e  non vede niente  di nuovo dico che non servono più cose visibili». 

Ma senza investimenti l'economia della città non si rimette in moto...
«Vero, ma noi dobbiamo imparare a valorizzare quello che c'è. Un esempio:  la  pista del Lauro Grossi non è   internazionale perché per la fretta di inaugurarla  è più corta di quanto richiesto: è questa la politica che vogliamo? Serve tempo per pianificare».

Nel 2012 quanto avete investito in opere?
«Poco,  perché abbiamo dovuto pagare  84 milioni di euro di fatture pregresse. Stiamo ancora pagando i debiti in conto capitale della precedente amministrazione:  restano ancora quaranta milioni da pagare».

E nel 2013 quanto investirete in conto capitale?
«Tre-quattro milioni di euro.  Nel 2007 Vignali aveva previsto  120 milioni di investimenti. Ovvio che in questo senso lo scontro è impari. Ma è quella la differenza che ci interessa? O forse ci interessa di più   riqualificare i tetti di  amianto  mettendo  del fotovoltaico? Inoltre abbiamo dovuto risolvere  molte criticità che ci hanno portato via risorse e tempo. Sarà dal 2013-2014  in avanti che andremo a misurare le cose che si stanno concretizzando».

Dunque da oggi non potete  più fare riferimento a responsabilità del passato?
«Sui debiti no: per finire di pagarli servirà tutto il mandato. Da questo punto di vista dobbiamo  trovare un equilibrio tra i pagamenti alle imprese e gli investimenti possibili».

Sta dicendo che anche nel 2014 gli investimenti saranno risicati?
«Dipende da cosa farà il governo relativamente al patto di stabilità e all'Imu. Noi abbiamo mantenuto un bilancio in equilibrio senza trenta milioni di euro che prima arrivavano dal governo. Noi che siamo gli incapaci e i ragionieri abbiamo fatto un bilancio a gennaio e abbiamo i conti a posto: a Milano mancano 100 milioni per chiuderlo».
Il paradosso però esiste: da una parte Grillo se la prendeva con la  politica fiscale  del precedente governo,   coniando la  frase «rigor Montis», e poi  voi avete mantenuto Imu e Irpef al massimo  e aumentato le  rette degli asili: dunque il bilancio l'avete fatto mettendo le mani in tasca ai parmigiani...
«Le rette adesso le abbiamo abbassate perché abbiamo trovato le risorse, ovviamente per le famiglie più bisognose.  Prima non avevamo alternative:  o diminuivamo  il numero dei bambini o  aumentavamo le rette. Inoltre  a giorni abbassiamo la Cosap  al di sotto dei valori in vigore con Vignali».

E il tesoretto di sedici milioni   che avete in bilancio? Perché non li utilizzate?
«Perché sono bloccati dai revisori dei conti. A differenza di quanto va dicendo l'opposizione, sono vincolati a garanzia delle possibili minori entrate. Non è opzionale poterli utilizzare.  Inoltre serviranno per  far fronte a eventuali contenziosi  per interventi sbagliati nel passato. Ad oggi possiamo utilizzare solo un milione di quanto abbiamo accantonato».

Dunque Irpef e Imu rimarranno così anche nei prossimi anni?
«Vedremo cosa farà il governo. Calare un punto di Imu a tutti significa perdere sei milioni di euro. Non ce lo possiamo permettere. Vedremo se riusciremo a  calare l'aliquota solo per le famiglie con reddito molto basso»

Grillo, proprio a Parma, aveva  dichiarato  durante un suo comizio   che prima di accendere  l'inceneritore sarebbero dovuti passare sul cadavere del sindaco Pizzarotti. L'impianto ora è in funzione, a breve entrerà a pieno regime. Una sua sconfitta?
«No, non la vivo così. La battaglia andava fatta anche se  avremmo auspicato un risultato diverso. Io ho sempre detto, peraltro,  che avrei verificato   quello che si poteva fare. In campagna elettorale poi si era data troppa enfasi all'argomento».

D'accordo, ma la città ha votato lei anche e forse soprattutto perché sperava di fermare l'inceneritore...
«Tutta la città? O alcuni in città? A Parma ci sono tante anime. Certo noi  eravamo  e siamo contro  l'inceneritore, ma è difficile poter dire che tutta la città non voleva l'impianto. In ogni caso noi abbiamo fatto partire il processo della gara per la gestione dei rifiuti. Chiunque altro si sarebbe mosso solo nel 2014. Noi faremo più controlli di quanti non ne avrebbero fatti altri. Senza di noi su questo tema non ci sarebbe la stessa attenzione».

Spip: il tribunale  ha decretato il fallimento mentre il   Comune ha tentato di salvare la società. Anche in questo caso non la vive come una sconfitta?
«No: se i magistrati   avessero agito prima noi ci saremmo risparmiati la fatica di costruire un piano che contenesse anche Spip. A noi era sembrato sensato    salvare  tutte la partecipate. E nel tempo anche Spip. Tutto qui. Voglio sottolineare, poi,  che abbiamo  abbattuto il debito da circa 840 milioni di euro a 600 milioni di euro.  E aggiungo che una delle più grandi vittorie è quella del Regio: c'era una situazione debitoria e organizzativa grave e ora l'abbiamo risolta».

Molti nostri lettori lamentano che  oggi la città appare più trascurata e sporca...
«Ovvio. Come dire: come dargli torti. Parliamo di buche, sfalcio del verde,  muri imbrattati:   non abbiamo più soldi per far fronte a tali spese. Ecco perché dico che la città è nostra ed è importante lo spirito di comunità. Serve spirito civico. Gli interventi fatti in passato per tenerla patinata li stiamo pagando oggi».

Ma un sindaco può davvero affidare il decoro della città allo spirito civico degli abitanti?
«È un dato di fatto. La città lo deve capire che le  piaccia o meno. Il Comune, in questo caso, deve fare  da collettore rispetto a  quelle energie vitali che vogliono aiutare la propria comunità».

L'opera che caratterizzerà il prossimo anno?
«Stiamo lavorando su diversi bandi di gara per trovare risorse per le ristrutturazioni. Se fra un anno potessi aver già pianificato i lavori di ristrutturazioni su  scuole e impianti sportivi sarei soddisfatto».