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Arte-Cultura

Wallis, l'americana ducale

15 maggio 2013, 18:27

Wallis, l'americana ducale

Francesca Avanzini

È un anno intenso, questo, per Wallis Wilde Menozzi, scrittrice americana  da trent'anni residente a Parma,  che esce ora con ben due libri negli Stati Uniti, dove si trova per un giro di presentazioni.
«The other side of the Tiber» («L’altro lato del Tevere») per la prestigiosa Farrar, Straus and Giroux, che annovera tra i suoi scrittori nove premi Nobel, è un «memoir» e una meditazione sul significato del tempo in Italia.
«Come autrice - dice la Wilde  - sono stata rimessa al mondo dal vivere in Italia».
 Con un bagno metaforico nelle acque del Tevere e della Parma, attraverso storie, immagini, riflessioni, la scrittrice cerca di catturare un po’ dell’essenza del nostro paese.
Il libro compare con una recensione totalmente positiva su Newsweek del 22 aprile, nella rubrica «Hot Reads» dedicata alle letture significative della settimana.
«Toscanelli’s Ray» è invece un romanzo.
«Toscanelli - spiega la Wilde - era un matematico e  astronomo italiano del Quattrocento. Ha praticato un foro nella cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze per misurare il momento esatto del solstizio, che aveva a sua volta a che fare con la data della Pasqua, che la Chiesa voleva verificare». Fedele alla sua esplorazione di cosa significhi vivere tra due culture, l’autrice incarna questa tematica in alcuni dei protagonisti, che rappresentano anche la nuova Italia.  Tra di essi: «una prostituta nigeriana, una zingara romena, una terapeuta della sabbia che cura senza parole, uno scienziato che studia le foreste, una coppia di contadini fiorentini. E anche una donna d’altri tempi di cui si scopre la sepoltura. È un libro polifonico, dove nessuno prevale sugli altri. Le vite dei personaggi vanno in direzioni diverse in una Firenze insolita, ma alla fine il sole splende su tutti. Il libro inizia poche ore prima del solstizio e termina quando, dal foro della cupola, si proietta sul pavimento il raggio di sole».
Il volume esce per Cadmus, la piccola, raffinata casa editrice indipendente di San Francisco che pubblicò Paul Bowles. La bella foto di copertina raffigurante la cupola del duomo di Firenze contro un tramonto infuocato è del fotografo parmigiano Franco Furoncoli. Entrambi i libri sono stati spediti ovunque nel mondo, dalla Cina, alla Germania, alla Spagna alla Svezia e sono in attesa di traduzione, mentre per chi legge in inglese sono già disponibili presso Feltrinelli.
A coronare il successo del periodo che l’autrice definisce di «grande accelerazione letteraria», l’uscita in ebook di «Mother Tongue», il primo libro dell’autrice, ambientato nella nostra città e che contiene già tutti i suoi temi: la connessione proficua tra passato rivisitato e futuro, il vivere in Italia, l’autobiografia, le osservazioni sulla nostra cultura vista da un paio d’occhi intelligenti, coinvolti e insieme distaccati quanto basta per segnalarci i nostri difetti , le nostre virtù e farci capire qualcosa in più su di noi.