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Provincia-Emilia

Boretto: si sente male e muore a 13 anni

16 maggio 2013, 21:59

Boretto: si sente male e muore a 13 anni

 Rosario Pisani

Improvvisa e drammatica morte di un ragazzino di 13 anni residente a Boretto.
L'altra sera Sidiki Conde, originario della Guinea ma da due anni  in Italia con il padre, era appena uscito dalla casa dei cugini quando si è accasciato a terra perdendo i sensi.
Ad assistere alla scena i numerosi clienti del bar di via Roma davanti al quale si è verificato il drammatico episodio.
Sidiki frequentava la seconda media a Boretto e giocava a rugby nel Viadana. «Conoscevamo bene quel bambino perchè veniva qui spesso a prendere il cioccolato» racconta la titolare del bar.
Martedì sera Sidiki si trovava in casa di alcuni parenti dov'era andato a giocare con la play station. Verso le 22,30 il padre lo ha chiamato sul cellulare per rientrare a casa. Lui è sceso, ha percorso pochi metri e poi è ritornato ancora verso l’abitazione dei cugini suonando il campanello,  probabilmente stava accusando il malessere che di lì a poco l’ha fatto stramazzare a terra. 
I soccorsi sono stati subito allertati e in brevissimo tempo è arrivata l’ambulanza con gli operatori che hanno tentato di rianimarlo.
Sembrava che si riprendesse, hanno raccontato alcuni testimoni. Poi gli infermieri hanno alzato un telo impedendo la visuale alla tanta gente che si era radunata attorno.
 L’ambulanza ha trasporto in codice rosso il piccolo che purtroppo è arrivato al Pronto soccorso di Guastalla senza vita. I clienti del bar hanno anche assistito alle scene di dolore del padre, subito accorso,  accanto all’ambulanza.
Sidiki Conde faceva parte della squadra under 14 del Rugby Viadana. Un dirigente della società, Paolo Benazzi, lo ricorda cosi: «Era un ragazzo solare sempre sorridente e questa è una perdita che ci lascia angosciati. Lui ha disputato con noi tutto il campionato sino allo scorso mese di aprile. Aveva il numero 8 sulla schiena, terza linea centro, «number eight» come si dice in gergo. Dieci giorni fa aveva smesso di allenarsi perchè diceva che faceva fatica a respirare. Martedi si è presentato in campo senza la sacca degli indumenti segno che non se la sentiva ancora di riprendere. Ho notato che aveva una faccia triste. Un’espressione insolita per lui che sorrideva sempre. Qualcuno ha detto anche qualche battuta per farlo ridere ma non è stato sufficiente. Adesso alla luce di quello che è accaduto poco dopo mi viene da pensare che lui sia venuto a salutare i suoi compagni come se inconsciamente sapesse che era l’ultima volta». 
I sanitari di Guastalla hanno disposto l’autopsia sul povero ragazzino per capire quale sia stata la causa di questo improvviso e drammatico decesso. 
 

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