Sei in Archivio

Gazzettascuola

La "Giornata dell'arte" spacca gli studenti

16 maggio 2013, 22:30

La

Enrico Gotti

«Cancellano la Giornata dell’Arte? E noi ce la riprendiamo» è la sfida lanciata dagli studenti, che ieri, in gruppi diversi, hanno organizzato due eventi, uno non autorizzato e l’altro con tutti i permessi. Uno in Cittadella alla mattina, l’altro al centro giovani Ex Federale.
La giornata dell’arte è un appuntamento che riunisce gli studenti di tutte le scuole superiori, di mattina, in orario scolastico. È stata istituita dal ministero dell’istruzione e viene organizzata, ogni anno, dalla consulta provinciale degli studenti. Ma quest’anno c’è stato un pasticciaccio: gruppi musicali e pittori erano già pronti a riempire la Cittadella di colori e decibel, ma a due settimane dall’evento, il 30 aprile, il provveditorato ha convocato i presidi ed è saltato tutto: la giornata dell’arte non si fa più. Gli studenti non hanno ancora capito il perché. Si parla di assicurazioni, di costi più alti rispetto al passato per quanto riguarda la sicurezza, i permessi per gli impianti elettrici e il sistema antincendio, che hanno costretto l’ufficio scolastico provinciale a non sposare l’iniziativa.
Fatto sta che gli studenti hanno subito cercato alternative. I rappresentanti eletti nella consulta sono riusciti a coinvolgere il Comune di Parma, che ha messo a disposizione gratuitamente il centro giovani Ex Federale, al pomeriggio.
 Contemporaneamente, si è mosso anche un altro gruppo di studenti, in modo autonomo, che in contrasto con la consulta ha deciso di organizzare per proprio conto la giornata dell’arte, nello stesso posto e ora dove si doveva tenere. Questi giovani, ieri, hanno organizzato tutto da soli, senza aspettare istituzioni e autorizzazioni. Dopo un corteo di protesta, partito alle 9 di mattina da via Bixio, sono arrivati in Cittadella, dove hanno esposto fotografie, cantato rime hip hop, disegnato graffiti su lenzuoli di carta. «L’abbiamo voluta alla mattina perché la giornata dell’arte fa parte della vita delle scuole. Non sono cinque ore perse» spiega uno degli organizzatori, Filippo. Gli studenti hanno manifestato davanti ai licei di viale Maria Luigia, hanno bloccato viale Basetti, sul lungoparma, con la loro marcia non autorizzata, e poi lo stradone, prima di arrivare in Cittadella, dietro allo striscione «riprendiamoci la giornata dell’arte» e al furgone bianco che lanciava la musica dalle casse nel baule.
Assieme ai tanti ragazzi dei collettivi, c’erano ragazzi e ragazze del liceo d’arte Toschi, con la faccia pitturata, e studenti di tecnici e professionali. «Le istituzioni non sono riuscite ad organizzarla, hanno fatto lo scaricabarile, e noi la facciamo in autogestione, facciamo vedere che la scuola siamo noi» è il grido al microfono di Gabriele, studente del Rondani.
 La Consulta provinciale degli studenti si è mossa diversamente: assieme all’aiuto fondamentale del Comune di Parma, all’ultimo minuto ha organizzato la giornata dell’arte al pomeriggio, nel centro giovani Ex Federale, in via 24 maggio. «È un peccato non aver unito le forze con gli altri studenti, che sono andati in Cittadella. – dice Cecilia Ferrarini, studentessa del liceo Romagnosi, rappresentante della consulta – La partecipazione massiccia alla giornata dell’arte al pomeriggio era un messaggio molto forte, un modo per mostrare quanto noi studenti teniamo a questa iniziativa, per rispondere a chi pensa che questa festa sia solo un modo per saltare la scuola». Il tempo avverso e altalenante non ha permesso di esporre dipinti e foto dei ragazzi. Mentre i gruppi musicali hanno suonato, sfidando il temporale, e altri studenti hanno invece sfruttato i campi da calcio. «Abbiamo messo a disposizione gratuitamente il centro giovani Federale – spiega l’assessore comunale allo sport Giovanni Marani – Appena abbiamo saputo delle difficoltà organizzative ci siamo messi a fianco dei ragazzi. Nonostante il clima avverso è stato un successo, abbiamo creato un momento di aggregazione e fatto conoscere il centro giovani».

© RIPRODUZIONE RISERVATA