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Provincia-Emilia

Quelli che... si divertono a suonare: gli Stryx

17 maggio 2013, 00:14

Quelli che... si divertono a suonare: gli Stryx

Stefano Rotta

Gli Stryx, così legati alle radici della Valtaro, sono al contempo un mito vagante. Tutto inizia nel 1978, i fondatori sono Fiorello Biacchi, Franco Brugnoli e Franco Orsi: questi tre ragazzi danno il via a uno dei gruppi più longevi della provincia di Parma, infatti sono ormai trentacinque gli anni di attività ininterrotta, fra concerti in zona e lunghi viaggi. Oggi i componenti sono: Franco Brugnoli, tastiere e voce, Fiorello Biacchi, basso e voce, Mario Zecca, chitarra e voce, Isabella Tambini, vocalist, Marco Antoniazzi, batteria, e Carlo Brugnoli, chitarra e voce. Una vita fra tournèe in Italia e trasferte all’estero, quindi fra Borgotaro, Londra, Parigi, New York e Salso, stretti da vincoli di amicizia, voci e note. In Inghilterra, ormai sono otto le volte che gli Stryx si sono esibiti, al tradizionale «Dinner and Dance» degli emigranti a Londra. E poi quattro o cinque crociere, suonando per mare. Il nome? «Deriva da Stryx strygis, è latino, vuol dire civetta, ma era anche il nome di uno spettacolo di Patty Pravo», risponde Biacchi. La musica? «Facciamo volentieri cover di gruppi, fra cui Pooh e New Trolls». Il gruppo, in netta controtendenza, non ha mai voluto riprodurre sul palco i suoni artificiali dello studio. Nel 1980 inizia un’ottima collaborazione artistica con la comunità valtarese residente nel Regno Unito. Da allora gli Stryx partecipano al tradizionale «Dinner and Dance» di Londra. Gli Stryx sono famosi soprattutto per un concerto che il gruppo sento moltissimo: il tradizionale appuntamento agostano a Borgotaro, per ricordare un amico scomparso, Massimo Brugnoli. Ogni 12 agosto si rinnova la tradizione, ormai l’evento fa parte della storia del paese. Sempre così, in equilibrio fra sentimenti per chi non c’è più, e voglia di animare la gente per mare, per esempio sulle navi Costa, suonando magari in appoggio, com’è successo a Londra, a Little Tony, Orietta Berti, Ricchi e Poveri, Take That, Albano, Bobby Solo. Piovono aneddoti, chiacchierando con Fiorello Biacchi, anima della band, insieme al nucleo storico di Carlo e Franco Brugnoli (che non sono parenti). «Una volta ci invitarono a un concerto a Pomarance, sulle colline toscane. Non nevicava da trentacinque anni, erano tutti esterrefatti, fummo accompagnati da una bufera di neve. Un’altra volta invece improvvisammo una trasferta in Maserati, una Biturbo nuova. Bel viaggio, fino a Fabriano, ottantamila lire a testa di allora non bastarono per la benzina... un’altra ancora finimmo sul Tg1 delle 13.30, per la gioia dei familiari». Nel 1985 invece fu la volta della comparsata televisiva in grande stile, a «Pronto, Raffaella?», popolare trasmissione, appunto, con Raffaella Carrà. Molte le iniziative di beneficenza, fra cui collaborazioni, tramite i Lions di Borgotaro, con il centro antiviolenza di Parma. E poi con l’associazione contro i tumori «Insieme per Vivere», e con le parrocchie di varie località. Oggi troviamo anche la cantante Isabella Tambini, nata a Londra, «figlia di emigranti del Borgo». Di Borgotaro, ovviamente. E poi Marco Antoniazzi, batterista, e Ellade Bandini, che ha un’esperienza importante, essendo stato, tra l’altro, amico di De André. Biacchi tiene molto a sottolineare un concetto: «Non siamo professionisti. Ci divertiamo a suonare, è un pezzo della nostra vita, la gente lo sente, avanti così per i prossimi trentacinque....».