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Parma

Svolta sulla morte del calciatore Denis Bergamini: fu omicidio, indagata l'ex fidanzata

16 maggio 2013, 13:28

Svolta sulla morte del calciatore Denis Bergamini: fu omicidio, indagata l'ex fidanzata

Un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario è stato notificato a Isabella Internò, ex fidanzata di Donato "Denis" Bergamini, il calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 investito da un camion. All'epoca si parlò di suicidio ma i famigliari non hanno mai creduto a questa ipotesi. Ora la svolta. L’avviso è stato emesso dalla Procura di Castrovillari, che ha riaperto le indagini e notificato dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza. Per le perizie Bergamini era già morto quando fu investito e non si suicidò come disse la prima inchiesta.

E' stata una perizia dei carabinieri del Ris a dare una svolta al caso sulla morte di Denis Bergamini, escludendo l'ipotesi del suicidio e accertando che si trattò di un omicidio.
Attraverso una serie di accertamenti scientifici i Ris hanno escluso l’ipotesi che Bergamini, come fu detto all’epoca, si sia gettato davanti ad un camion Fiat Iveco 180 venendo trascinato per una sessantina di metri. A confutare questa ricostruzione ci sono, in primo luogo, le ferite sul calciatore, che per i Ris sarebbero state inferte con il corpo già sdraiato a terra. E poi alcuni oggetti che Denis aveva addosso nel momento della morte e che sono stati gelosamente custoditi dai familiari fino al giorno in cui sono stati consegnati ai carabinieri della sezione scientifica dell’Arma.
Per i Ris è impossibile che le scarpe, l’orologio e la catenina di Bergamini non abbiano riportato alcun danno nel trascinamento del corpo sotto le ruote di un mezzo che pesava svariate tonnellate. Il giorno della morte di Bergamini pioveva e, secondo i verbali dell’epoca, il calciatore camminò sul terreno fangoso prima di morire. Ma terriccio, sulle scarpe, non sarebbe stato trovato.
Per quanto riguarda il movente, invece, gli inquirenti ritengono che sia da collegare ad una vicenda legata ad aspetti privati e personali.

IL LEGALE DELLA FAMIGLIA: "CHE MIRACOLO E' STATO!. SE NEL 1989 FOSSE ANDATO A GIOCARE A PARMA..."

«Che miracolo è stato! L’unica cosa che voglio dire è che un caso archiviato come suicidio nel lontano 1992 dopo vent'anni è stato riaperto, dopo un lavoro che abbiamo fatto con la famiglia Bergamini di un anno e mezzo, con l’ipotesi di omicidio volontario». Il legale della famiglia Bergamini, Eugenio Gallerani, commenta così gli sviluppi dell’ inchiesta sulla morte di Denis Bergamini, calciatore del Cosenza morto nel 1989 in circostanze mai chiarite e che ora stanno emergendo, dalla nuova inchiesta, dopo 24 anni. Inchiesta voluta da Gallerani e famiglia Bergamini, «che abbiamo sollecitato - spiega l’avvocato - portando alla Procura di Castrovillari nuovi elementi d’indagine che mettevano in luce che quelle precedenti erano farraginose e malfatte: la Procura ha ritenuto valide le nostre indicazioni ed è un riconoscimento del lavoro svolto».
«L'inchiesta è a carico di ignoti - ricorda Gallerani sul fatto che si deve individuare chi avrebbe ucciso Denis - lo è ancora per omicidio volontario, ma dopo due anni di indagini con una prima indagata (l'ex fidanzata Isabella Internò, ndr) abbiamo visto un ribaltamento della storia giudiziaria. Soddisfazione? Di soddisfazione non si può parlare per la morte di un ragazzo di 27 anni cui è stata strappata la vita nel momento più bello e importante».
Denis Bergamini era un punto di riferimento del Cosenza in serie B e nel 1989 era stato richiesto dal Parma e dal suo ex allenatore Bruno Giorgi nella Fiorentina: «Avrebbe dovuto giocare con Baggio - ricorda l’avvocato -. Se fosse andato a Firenze o anche a Parma sarebbe diventato un importante giocatore di serie A, invece...». Invece morì e fu trovato cadavere sulla statale Jonica, si disse allora perché suicida contro un camion. Con lui quel giorno c'era Isabella Internò, oggi indagata in concorso per omicidio volontario.
Lo scenario che si apre ora? Il legale non risponde per rispetto di un’indagine seria e meticolosa della Procura di Castrovillari, ma è riconducibile ad una morte legata a motivi sentimentali, a situazioni violente innescate dal rapporto con la Internò.

 

 

 

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