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Spettacoli

Addio a Bartoletti, la grande "bacchetta" del Novecento che guidò il Regio

09 giugno 2013, 14:27

Addio a Bartoletti, la grande

FIRENZE, 9 MAG – E' morto a Firenze il direttore d’orchestra Bruno Bartoletti, indimenticato direttore musicale del Regio nei primi anni 2000 . Nato a Sesto Fiorentino nel 1926 ha trascorso la sua lunga carriera tra l’Italia e gli Usa dove è stato per molti anni direttore artistico del Lyric Opera House di Chicago. Considerato uno specialista della musica del Novecento, in particolare per la sua interpretazione di opere di Britten e Puccini, è stato direttore stabile a Firenze, Roma e Copenhagen e direttore artistico del Maggio Musicale Fiorentino. 

Bartoletti, morto proprio alla vigilia del suo 87/o compleanno, è stato sul podio fino a quando le forze e l’età glielo hanno consentito. Tra gli ultimi impegni di Bartoletti la Manon Lescaut di Puccini nel 2011 al Maggio musicale fiorentino ma il suo nome era anche nel cartellone 2012 della stagione del Teatro Massimo di Palermo.
Il suo legame con gli Usa risale agli anni Sessanta: nel 1964 fu stato nominato direttore stabile e artistico della Opera House di Chicago, carica che non ha mai lasciato fino alla fine. Il suo debutto a Firenze nel 1953 con Rigoletto: ma al Maggio Musicale Fiorentino il suo nome è legato soprattutto per le tante direzioni sinfoniche e operistiche di compositori tra Ottocento e Novecento, fra cui Hindemith, Britten, Berg, Weill, Henze, Sostakovic, Berio e, ovviamente, l’adorato Puccini. Sua una storica incisione del Trittico con Mirella Freni e Leo Nucci.
Tra le prime esecuzioni, «Napoli milionaria» di Rota a Spoleto e «The Paradise Lost’' di Penderecki. Per gli allestimenti operistici ha collaborato in particolare con Liliana Cavani per «Wozzeck» e «Cardillac».
Nonostante la cifra internazionale della sua carriera è rimasto sempre legato a Firenze e al lungo periodo della sua direzione artistica del Maggio Musicale Fiorentino dal 1985 al 1991, anche durante il periodo della sovrintendenza di Massimo Bogianckino. E delle sorti del festival fiorentino, oggi in forte crisi, si è occupato fino alla fine con interviste ed interventi particolarmente pungenti e critici nei confronti della gestione degli ultimi anni del Maggio e della sua fondazione. Proprio negli scorsi giorni, insieme ad altri intellettuali fiorentini, stava lavorando ad un appello per «salvare» il Maggio e contro la sua «liquidazione».

A ricordare Bruno Bartoletti anche i musicisti dell'Orchestra del Teatro Regio, orchestra di riferimento nel periodo parmigiano del maestro: "Con Bruno Bartoletti se ne va il musicista che ha cresciuto la nostra Orchestra del Teatro di Parma. La Fondazione Teatro Regio ha avuto il merito di affidargli la direzione musicale del Teatro per tanti anni, anni in cui si pensava ancora che l'impegno culturale nella musica fosse la mission del nostro famoso Teatro. Obiettivo che il Maestro Bartoletti ha portato avanti con coerenza e grandi capacità sia nella scelta dei programmi che nella qualità dei risultati. Lo stacco con l'oggi è palese. Ciò che ha costruito è costretto alla liquidazione. Addio caro Maestro da parte di tutti i suoi amici della Orchestra del Teatro Regio di Parma. Grazie."

 

 

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