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Arte-Cultura

Malerba parole e immagini

08 agosto 2013, 12:47

Malerba parole e immagini

di Laura Orfini

Duemilaotto-duemilatredici: cinque anni senza Luigi Malerba. Senza il suo «polimorfismo», la sua versatilità, la sua varietà, la sua «irriverenza», la sua capacità di scrivere. E d’inventare, di creare, di sperimentare: in tutti i campi (tanti: dalla letteratura al cinema, alla televisione, al giornalismo, e molto altro ancora) in cui si è cimentato, lasciando un segno forte nella cultura del nostro Novecento. Particolarmente gradita, in questo quinto anniversario, la pubblicazione con cui l’editore Diabasis lo ricorda: «Simmetrie naturali. Luigi Malerba tra letteratura e cinema», a cura di Nicola Catelli, riflette sull’autore bercetese in uno spettro amplissimo, riuscendo da un lato a rendere appieno l’idea della sua poliedricità (poliedricità di alto livello, condotta con risultati eccellenti e con pochi eguali nella cultura del secondo Novecento) e dall’altro a far emergere in modo inequivocabile il ruolo di assoluto rilievo che gli spetta nel panorama novecentesco, e che non sempre – nonostante i numerosi premi vinti – gli è stato riconosciuto nei giusti termini. Autore celebre ma talora in parte sottovalutato, Malerba: la pubblicazione di Diabasis può dare un contributo significativo in questo senso, facendo il punto sulla figura dell’autore de «La scoperta dell’alfabeto» e de «Il pianeta azzurro» ma anche, per certi versi, rilanciando. Avanzando anche – come sottolineano Luigi Allegri e Gabriella Ronchi nella presentazione – «nuovi sguardi critici» sul suo lavoro, e proponendosi come operazione tutt’altro che statica: punto di arrivo e punto di partenza insieme.
Il volume – parte della collana «Carte di lavoro» dell’Istituzione Biblioteche del Comune di Parma - raccoglie gli atti del convegno di studi «Luigi Malerba. La letteratura e il cinema», organizzato dai Dipartimenti di Italianistica e di Beni culturali e dello spettacolo dell’Università e dal Comune di Parma l’8 e il 9 ottobre 2009, a un anno dalla scomparsa dell’autore: una «due giorni» malerbiana di notevole spessore, con il coinvolgimento di alcuni dei suoi maggiori studiosi. Da Walter Pedullà a Francesco Muzzioli, da Romano Luperini a Dominique Budor, a Renato Barilli, a Gian Piero Brunetta, gli interventi proposti indagano la personalità di Malerba a 360 gradi, attraversando così oltre mezzo secolo di cultura italiana e di stili, modi, tendenze: dal neorealismo alle neoavanguardie, fino al postmoderno e oltre.
Novecentesco, certo, Malerba: pienamente novecentesco. E il volume lo testimonia con efficacia: non foss’altro per quel «narratore diviso» di cui ben tratta Muzzioli, o per quella «disintegrazione molecolare dell’identità» (così nel saggio di Giovanni Ronchini) che colloca i suoi personaggi in una schiera illustre nella quale trovano spazio, ad esempio, Mattia Pascal e Zeno Cosini, o per l’«inesauribile sperimentalismo narrativo» evidenziato da Budor, o ancora per gli accenti kafkiani rilevati da Rinaldo Rinaldi.Ma novecentesco non senza radici: tutt’altro. 
E anche su questo aspetto il libro è illuminante, nel sottolineare a dovere tutti i puntelli che Malerba ha nel passato: dall’attenzione ai dialetti e alla civiltà contadina fino alla passione per il Medio Evo. Quel Medio Evo che è riferimento letterario costante e che Malerba porta anche al cinema con «Donne e soldati», diretto con Antonio Marchi. Ecco, il cinema: l’altro fuoco dell’ellisse. Cinema (e televisione) da sceneggiatore e da regista, oltre che da critico. Cinema come «palestra» per la narrativa ma non solo. Cinema come altro mezzo con cui inventare: a partire dal linguaggio. Anche su questo ci si sofferma parecchio, con i bei saggi di Gian Piero Brunetta, Roberto Campari, Michele Guerra e Pier Paolo De Sanctis (che s’aggiungono al suggestivo racconto di chi - Fabio Carpi – con Malerba ha collaborato a lungo), scandagliando a fondo un ambito forse meno conosciuto di quello letterario ma pieno di sorprese e di scoperte per chi legge.
Così è del resto l’intero volume, approfondimento appassionato e ritratto a tutto tondo - da Parma a Roma, a Parigi - impossibile davvero da sintetizzare e tutto da leggere. Un lavoro prezioso che fortunatamente ha trovato pubblicazione, a quattro anni dal convegno, e che diventerà senz’altro punto di riferimento critico su Malerba. 
Simmetrie naturali - Diabasis, pag. 184, 18,00