Sei in Archivio

Fotografia

Dentro il dettaglio l'attimo della vita

12 agosto 2013, 01:15

Dentro il dettaglio l'attimo della vita

 Tra le linee parallele di una scalinata, tra i profili sinuosi del deserto o di un’onda quasi aggrappata al cielo, tra gli incroci di vetro e acciaio di grattacieli, passa la vita. E’ un uomo in giacca cravatta, è un bimbo in corsa, una sagoma nell’ombra, è un’auto sola in una strada immensa e che s’intuisce quasi infinita. L’obiettivo di Giovanni Greci ferma qualcosa un istante prima del silenzio, afferra il passaggio usuale ma irripetibile dell’esistenza. Ora, visitando la mostra alla Galleria Rossoamapola (Borgo del Correggio 48/A, fino al 31 agosto), possiamo capire che basta ruotare l’apparecchio fotografico, per scoprire la dinamica nascosta del mondo e delle cose, allungando il tempo su una diagonale che va oltre lo sguardo, oltre la semplice emozione di un momento. Le foto di Greci non finiscono nel perimetro di una cornice, nel diaframma che si richiude, ma proseguono. In questa piccola mostra egli si spinge oltre con un taglio obliquo a creare quello sbilanciamento spazio temporale che potenzia la forza del dettaglio, l’eloquenza densa del silenzio, della solitudine, delle solitudini umane e naturali. C’è sempre un andare verso o un aspettare. Comunque il verbo nascosto è viaggiare, la dimensione è l’attesa, la pausa nello svolgersi dell’azione, la sua sospensione. Quella quotidianità dei gesti e delle cose spesso e altrimenti inavvertita, così apparentemente casuale nasconde invece il destino, l’irripetibile, l’inevitabile. Giovanni Greci lo rivela. Nelle sue foto si sente e lo bisbigliano sagome e ombre che sanciscono presenze più della luce, scrivono storie sconosciute di uomini e sogni. I sogni sono profili, sagome passanti sullo skyline della vita, tra le geometrie morbide della natura e quelle rigide, stringenti dell’architettura.Il tempo è insieme bloccato e dilatato, lo spazio distorto e moltiplicato. Un viaggio che continua, oltre lo sguardo. Così si va molto più lontano. Senza mai fine. Senza un dove. Forse anche senza un perché.Manuela Bartolotti