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Il ristorante di Chichibìo

Trattoria Anna, il gusto della tradizione

16 agosto 2013, 21:10

 Si arriva da Noceto, per Cella di Medesano, fino a Varano Marchesi e si sale a Case Mezzadri. Appena scollinato, sulla sinistra, ecco la costruzione con l’insegna che porta il nome della cuoca proprietaria. 

Qualche tavolo estivo all’aperto, anche un ombreggiatissimo bersò sul retro, oppure la doppia sala fresca e in penombra. Una credenza bombata, un camino moderno e il superbo, bellissimo gatto che, affacciato su un davanzale, dipinto con maestria a trompe-l'oeil, ci scruta da una finestra aperta sul panorama della campagna circostante. Altri motivi ad abbellire l’intonaco e quadri appesi alle pareti rivelano la presenza di un bravo pittore. Poi l’atmosfera vissuta della trattoria: i bambini di famiglia che giocano (subito allontanati perché non disturbino), gli habitué, la cuoca che fa tutto in casa, secondo solida e robusta tradizione e che, in un giorno di pochi clienti, prende le ordinazioni, serve e spiega i suoi piatti.
La cucina, i piatti  La pasta e il pane sono fatti in casa, quest’ultimo cotto nel forno a legna come la focaccia leggera e appena lucida d’olio. Anche i salumi e la giardiniera sono casalinghi: spalletta cruda un po' giovane, coppa come sopra, anche troppo stagionato il salame con una nota d’aglio, bene il prosciutto. Altri antipasti (4-9 euro) sono la lonza affumicata, il tortino di tosone, i fiori di zucca al forno con ripieno di Parmigiano. 
Proposte classicissime tra i primi (8-9 euro), a cominciare da anolini, qui chiamati cappelletti (anche in porzione extra large «come se piovesse»): serviti in zuppiera con brodo leggero, bordo dentellato, discreto ripieno di solo  Parmigiano come usa nella bassa del Po.  Pasta spessa e morbida nei tortelli: dolci di ricotta quelli di erbetta, garbati quelli di patate conditi con abbondante grattata di discreto tartufo estivo cui la cuoca ha in buon gusto di non aggiungere olio o burro insaporitore. Anche crespelle e tagliolini. 
 Gli arrosti sono appena usciti dal forno: schietti, ricchi di sugo, un po' sapidi, ma pieni di sapore e succulenti come l’arrotolato di vitello ripieno di carciofi e prosciutto, la punta di vitello col ripieno di Parmigiano e erbe, la morbida anatra. Carni miste alla griglia, consistente coniglio in padella con erbe e limone, filetto di maiale al Gorgonzola e noci completano l’offerta dei secondi (8-12 euro).
Per finire  Concludono il pranzo, se non avrete abusato delle porzioni generose, dolci collaudati e franchi come la tradizionale zuppa inglese con crema, cioccolato e rhum; la panna cotta, la crostata di marmellata, lo sformatino al cioccolato che è arrivato fin quassù, il tiramisù alle fragole, la torta al limone.  
Piccola carta dei vini e il conto per quattro piatti, bevande escluse, attorno ai 30 euro.  Menu non esposto, coperto 2 euro, ingresso e bagni comodi.
Non mancate I tortelli
 
 

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