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Il ristorante di Chichibìo

La ciastra ed san Michel, raffinata tradizione

24 agosto 2013, 21:07

Il problema è non lasciarsi tentare dalla buona torta fritta: da quella tradizionale e da quella moderna farcita con formaggio. 

E poi dalla giardiniera, dai salumi (fatti in casa, fino ad esaurimento, quindi quelli di un buon artigiano), dai crostini.  
Bisogna fare attenzione ai primi e poi ai secondi, a tutto insomma: siamo in un agriturismo, la cuoca prepara tre o quattro piatti per ogni voce del menu, vuole farvi assaggiare ogni cosa e così si rischia di non arrivare in fondo al pranzo.   
Salendo la statale della Cisa, prendete la deviazione per Corniana prima di  Cassio.  Dopo il cimitero, parcheggiate lungo la strada e scendete a piedi fino al locale: la sala ricavata da un  rustico in pietra, il dehors per le sere calde, le camere a locanda appena dietro, la Ciastra (un grande megalite) sulla sinistra, i campi e il boschetto davanti. 
Frutta e verdura di stagione vengono dall’orto, gli animali da cortile dal pollaio sempre minacciato da volpe e faina.
La cucina, i piatti Tradizione locale e sensibilità moderna nel riprendere con bravura e leggerezza il ricettario di famiglia, arricchito da qualche piatto milanese (la cassoeula, l’orecchia d’elefante, il risotto zafferano e osso buco) che potrete richiedere su ordinazione allo stesso modo di lasagne, bomba di riso col piccione, anolini e bollito, cacciagione, funghi e tartufi in stagione.  
Discreta cantina con scelta di vignaioli locali e qualche chicca, acqua microfiltrata, tavoli ben preparati. 
Due fette di deliziosa pancetta di tre anni e poi gli antipasti (5-15 euro) tra cui, oltre a quanto detto sopra, anche polenta con crema di tartufo. 
Buona pasta fatta in casa per tortelli di patate col sapore del tubero in evidenza (conditi anche con salsa di pomodoro o funghi in bianco) e per i tortelli d’erbetta, dolci di ricotta e panciuti.
 Al tavolo vicino lodano gli gnocchi, che oggi non sono in menu, e intanto arriva il risotto, tirato al punto giusto, cremoso di Gorgonzola e fresco per i pezzetti di pera (8-15 euro).  
Ora, ai secondi (15-20 euro), è il momento del cappone nostrano arrosto, sodo e saporoso, con le sue patate; del tenerissimo arrosto di vitello; della tagliata cotta al forno; della fiorentina (4,5 euro l’etto); della ghiotta peperonata vecchio stile.
Per finire L'insalata di frutta è preparata al momento con pezzi di pesca, ananas, kiwi, anguria, melone, pera; altrimenti (4-5 euro) soffice tiramisù, zuppa inglese ricca di cioccolato, torta di mele tiepida. 
Servizio molto cortese, la gentilezza di un liquore casalingo al lampone e un conto per un buon pranzo di quattro portate attorno ai 40 euro (bevande escluse). 
Menu non esposto all’esterno, coperto abolito, ingresso e bagno comodi, prenotare sempre.
Non mancate Risotto pere e Gorgonzola, cappone arrosto  
 

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