Sei in Archivio

La Vasca

Il mARTEdì: Dimitri Corradini

03 settembre 2013, 14:57

Il mARTEdì: Dimitri Corradini

Margherita Portelli

Parlano di favole, le sue illustrazioni. Favole buone che spingono a riflettere, per fare dell’arte “uno strumento sociale”. Dimitri Corradini, noto illustratore parmigiano di 39 anni, ci ha raccontato come è nata la sua passione per colori e matite, nella “Parma in fermento artistico” che copre il vuoto istituzionale con lo sviluppo di diverse realtà autonome e interessanti.
 
Quando come e perché cominci a disegnare e illustrare?
Ho iniziato a disegnare quasi per caso, con l’iscrizione al corso cerale dell’Istituto d’Arte Toschi nel 2005, dove ho conseguito il diploma di Maestro d’Arte nel 2007 e la maturità nel 2009. Da allora, tutto il mio tempo lo dedico a questa disciplina.  Oggi dipingere è per me una necessità.
Ispirazione: da dove esce?
Nasce dalla voglia di comprendere e indagare ciò che mi sta intorno, e si sviluppa in una continua attenzione per quello che accade. Ogni cosa che faccio, anche nell’azione più banale e scontata della giornata, è sempre rivolta e indirizzata ad una ricerca di nuove idee e soluzione di rappresentazione. Raccolgo esperienze, testimonianze, storie, letture. Poi cerco di raccontarle attraverso il mio punto di vista e un mio linguaggio visivo. In questo modo sono nate le video illustrazioni “Storia di nessuno”, “Nel mare del dubbio”, “Mulo e l’istruzione negata”.
Ci racconti in due parole i tuoi personaggi?
I miei personaggi nascono inevitabilmente in funzione della storia che devono rappresentare. Difficilmente inizio un lavoro partendo dal personaggio, e la sua estetica deve essere espressione di tematiche e dinamiche del racconto. Lavoro sempre di più sulla semplicità e la sintesi, utilizzando il linguaggio del fantastico e della favola. Questo mi permette di proporre tematiche apparentemente rivolte ad un pubblico adulto anche ai bambini. Ovviamente su un differente piano di lettura.
Arte per te è…
L’arte è per me strumento di comunicazione. Cerco di utilizzare l’arte come strumento sociale. Tratto temi che spingano alla riflessione e ad una presa di coscienza di ciò che avviene intorno a noi: il diritto allo studio, il pensiero libero che si scontra con quello di massa, l’uomo nel suo rapporto con  l’ambiente, il dubbio, i viaggi della speranza,  e così via. Intendo l’arte come strumento di critica e denuncia sociale. L’arte come utilità. L’atto estetico non è per me il fine ultimo, questo deve essere, attraverso la sua forza, il tramite e la guida verso il messaggio di fondo. I miei lavori non vogliono esaurire in sé la propria funzione, ma hanno intento di stimolare facoltà critica e un ulteriore approfondimento dello spettatore. L’arte è un potente e immediato veicolo di idee. Si può utilizzare per sensibilizzare e cambiare le cose. 
Che città è Parma per un artista?
Da qualche anno qualcosa si sta muovendo. C’è del fermento, e i tanti giovani che fanno arte in città iniziano a darsi da fare e a proporsi. L’attuale mancanza di promozione e presenza da parte dell’istituzione ha portato alla nascita di diverse realtà autonome. Sta prendendo vita una rete di collaborazioni e iniziative davvero interessanti. Piccole realtà , solo per citarne alcune, come Artevoluzione, Art Lab occupato, Cinema Edison, Giovane Italia e Loppis mercatino del Ri-usato hanno aperto i loro spazi a esposizioni e alla promozione di incontri artistico-culturali. Ma anche pub, caffè e attività commerciali propongono continuamente installazioni e mostre. C’è ancora molto da fare, ma una volontà di rendere Parma una città più viva e sensibile sotto l’aspetto artistico inizia ad emergere.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Tra qualche settimana sarà terminato “L’arcobaleno sopra al Grande Ciliegio”, video illustrazione tratta dal racconto di Alessandra Nucci. Riguardo ad altri progetti, in cantiere ne ho diversi, anche se per il momento sono ancora allo stato embrionale o semplici bozze. Sicuramente, per la primavera prossima, una video illustrazione sul rapporto tra l’uomo e la morte dal titolo “Totentanz”, mentre per la fine dell’estate un lavoro sulle Barricate di Parma.
 
Il canale You Tube dell’artista è:  http://www.youtube.com/user/dimitricorradini

© RIPRODUZIONE RISERVATA