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Arte-Cultura

Iran: l'arte denuncia il viaggio dell'esilio

04 settembre 2013, 00:39

Iran: l'arte denuncia il viaggio dell'esilio

Una mostra intensa le cui «voci» non possono fare a meno di colpire al cuore. Il Collecchio Video Film Festival, nel suo decennale, si interroga sul senso del viaggio e sui suoi protagonisti con «Un biglietto di sola andata», costretti a trasformare il viaggio in esilio. Nelle stanze di Villa Soragna, a Collecchio, fino al 7 settembre, il percorso espositivo (promosso da Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Comune di Collecchio, ideazione e allestimento Bomba di Riso) raccoglie immagini fotografiche e carte realizzate dalla penna di graffianti vignettisti. Gli scatti di Pietro Masturzo, tra i pochi testimoni occidentali a Teheran nel giugno 2009, quando scoppia la protesta per i brogli elettorali che hanno confermato alla presidenza Mahmoud Ahmadinejad sono «Echi di rivolta». «Ho cominciato a sentire voci provenienti dai tetti che gridavano Allah è grande» racconta. La protesta riprendeva quella della rivoluzione islamica del ’79, espressione del dissenso contro lo scià. Così il fotografo è salito su quei tetti ed ha iniziato a scattare. Le sue foto hanno fatto il giro del mondo, vincendo il World Press Photo. Sono Teheran Echoes, emblemi della rivolta, richiami alla coscienza del mondo. Sono «Voci dall’esilio» le vignette di Mana Neyestani e Kianoush Ramezani, per la prima volta in Italia in un allestimento originale. I due celebrati autori satirici iraniani, oppositori del regime degli ayatollah, costretti a riparare nell’esilio europeo, continuano con le loro vignette fulminanti e amare a far sentire la loro voce, in un dialogo ininterrotto con la patria perduta: come una nuova eco al richiamo di rivolta. «Due generazioni in viaggio: revolution on the carpet» raccoglie infine le testimonianze di Mana Neyestani, Kianoush Ramezani e quelle di altri esuli come loro, figli della rivoluzione tradita del 1979 e giovani rifugiati del Movimento Verde: le speranze, gli errori, le disillusioni di due generazioni negli estratti in anteprima del documentario ancora in lavorazione di Martina Castigliani e Francesco Alesi.