Sei in Archivio

Il ristorante di Chichibìo

Il Giardino di Borla, per tutti i gusti

19 settembre 2013, 22:00

 La segnalazione arriva da A.F., lettore gourmet: «E' un nuovo ristorante con un cuoco che ha fatto esperienze all’estero ed ora è tornato nella sua terra natale; fa un po' di tradizione e un po' di piatti moderni, carne e pesce, si può andare senza restare delusi». E allora si vada per Salsomaggiore, Scipione e in direzione Vernasca, superando di poco i confini della provincia parmigiana, verso il Piacentino: Borla è un gruppo di case poco prima di Vernasca. Il ristorante è qui: una piccola terrazza con aiuole curate, i tavoli, gli ombrelloni per il sole; all’interno salette moderne, ma è ancora caldo e si sta fuori, accolti con un sorriso e l’offerta di un fresco prosecco come aperitivo. Carta dei vini di discreta qualità con buona lista dei vini piacentini e una selezione di nazionali e qualche francese.

La cucina, i piatti
Cura per gli abbinamenti e attenzione agli equilibri nel piatto, porzioni ricche, sapore ben in evidenza: si comincia con antipasti (8-9 euro) dove non mancano i salumi piacentini, il prosciutto di Parma, insieme a tortino di patate, tartufo e salsa al Castelmagno; terrina di verdure e coulis di peperoni; insalata di pollo tiepido; calamari e gamberi con insalata, rucola e saporosa salsa di bagna cauda che lega e sottolinea i sapori; greve mantecato di baccalà su crostini di polenta e salsa vergine (pomodoro, basilico...) e olive. 
Ai primi (8-10 euro), spazio ai piatti del territorio (pisarei e fasò, tortelli, anolini) e a un modo di presentarli forse vivo nella memoria, meno nell’appeal gastronomico: gli anolini anche con panna e funghi, i tortelli d’erbetta «annegati nel burro, asciugati nel formaggio». 
Chiedeteli conditi con moderazione e troverete un dolce ripieno di ricotta e una pasta all’uovo morbida e setosa. Corretta cottura al dente e scampetti appena discreti nelle penne con zucchine; e ancora: lasagne alla bolognese, ravioli di gamberi con salsa ai crostacei, tagliatelle al ragù di coniglio, risotti vari.  Coscia d’anatra confit e scaloppa di foie gras tra i secondi (10-18), oppure una bistecca alla fiorentina di Chianina (5 euro l’etto), la tagliata di Angus, il filetto di manzo al Gorgonzola.  Il cuoco frigge bene: morbido e asciutto quello di calamari, gamberi sgusciati e verdure; ghiotto quello di pollo (prima scottato nel brodo). Dolce panatura e cottura attenta nello spiedino di calamari.
Per finire
Una selezione di formaggi (10 euro) o i dolci: panna cotta su salsa al caffè, pane perso con fragole, torta di mele, fondente al cioccolato, deludente nem (involtino cinese) al forno con Nutella.  Pagherete un pranzo completo di quattro portate circa 40 euro (bevande a parte); menu non esposto, gradini, coperto 2 euro.
Non mancate Fritto.
Dimenticate Nem alla Nutella.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA