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Il ristorante di Chichibìo

Al Vèdel, la cucina esalta i prodotti di casa

26 ottobre 2013, 22:05

Ne ha fatta di strada, sempre rimanendo al proprio posto, l’«antica trattoria tipica» delle Vedole che dal luogo, appena fuori Colorno, prende il nome e dal territorio trae la sua principale fonte di ispirazione. Era il 1780 quando comincia una storia fatta di progressive trasformazioni fino ad arrivare al bel ristorante di oggi, luminoso, molto curato, capace di grande numeri: sempre la stessa famiglia, sempre cordialità, servizio preciso e professionale. Salumi prodotti e stagionati direttamente (la famiglia Bergonzi fa parte del Consorzio del culatello di Zibello Dop), marmellate e mostarde fatte in casa e che entrano nella ricetta del tortello tipico (quello «dóls») qui proposto da molti anni ed ora anche in una manifestazione annuale in piazza a Colorno.

La cucina, i piatti
«Cucina tradizionale e sofisticata», recita il sito web, e «genuinità degli ingredienti... creatività dello chef»: carne, pesce di mare e si comincia. Bel cestino di pane e focaccia a lievitazione naturale che accompagna anche la speciale selezione di culatelli in tre diverse stagionature (16-26-38 mesi) di cui l’ultima, per profondità e persistenza di sapore, mette in ombra le altre due. La tartara battuta a coltello, su crema di patate con uovo in camicia e tartufo, è fatta con bue grasso Piemontese, di un allevamento locale, che rischia di essere sovrastata dall’uovo: basterà assaggiare separatamente per trovare il piacere di una carne succulenta ed elegante.
Altri antipasti (12-16 euro): panzerotto di patata viola con robiola e asparagi, insalata di porcini, paté di fegato grasso d’oca, piovra grigliata. Confesso di essere stato recalcitrante di fronte al tortel dols, troppo disarmonico quando non grossolano in precedenti assaggi, ma qui la cuoca ha messo a punto una ricetta equilibrata che guida la dolcezza costitutiva verso buoni risultati; meno felici i ravioli di pecorino di fossa e mela renetta cui non giova la nota grassa della pancetta nel condimento.
Altri primi (9-12 euro): anolini, risotto salame e porcini, tagliolini con gamberi rossi e bottarga, pappardelle con sugo di papera. La coscia d’oca confit e il pollo dorato in padella (in due tempi: prima alta temperatura, poi più dolce) sono piatti sempre presenti nel menu; appena discreto il fritto di paranza con merluzzetti, totani e gamberi; costante la qualità della carne del bue Piemontese anche nella tagliata. E ancora (13-18 euro): punta al forno; porcini fritti; tonno alla piastra; scampi, gamberoni, cannolicchi e pesce cappone all’acqua pazza.

Per finire
Ricco carrello dei formaggi o dolci invitanti (6 euro): la classica Duchessa, zabaione caldo con gelato all’amaretto, lingotto al caffè con cuore di salsa mou. Cantina di vasta scelta e grande spessore, piccoli produttori e grandi vini; passione pura per i distillati. Sui 45 euro (quattro piatti, bevande escluse), coperto abolito, menu esposto, bagni e ingresso comodi.

Non mancate Tortél dóls.

Dimenticate Fritto di paranza.

Il ristorante
AL VÈDEL
FRAZIONE VEDOLE 68, COLORNO
Tel.: 0521.816169
CHIUSO: LUNEDÌ E MARTEDÌ


 

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