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Il piatto forte

L'inquisizione sta tornando ma questa volta in tavola

26 ottobre 2013, 13:51

L'inquisizione sta tornando ma questa volta in tavola

Si narra, ma forse non é vero, che durante i tempi della più dura Inquisizione più dura, il venerdì e gli altri giorni di astinenza dalle carni vi fossero delle ispezioni nelle cucine familiari per scovare i peccatori che trasgredivano il precetto.
Il potere si arrogava il diritto di ispezionare la tavola dei cittadini e stabilire che cosa é buono o cattivo da mangiare.
Tempi passati? Non tanto. Si dice, ma speriamo non sia vero, che si voglia vietare il consumo di carne di cavallo, attribuendogli lo status di animale da compagnia. Michela Brambilla del PDL, appoggiata dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, ha avanzato tale proposta per tutelare il quadrupede domestico.
 Il primo effetto sarebbe il divieto di uso alimentare, comprese le attività di macellazione, importazione ed esportazione, vendita e consumo. Per Parma, addio alle macellerie di cavallo, ma anche a tut-te le specialità gastronomiche ottenute da questa carne, con grave danno all’immagine gastronomica di una città. Dove sta la libertà se neppure a tavola non potremo seguire antiche e consolidate tradizioni identitarie, che proprio a Parma iniziarono in un grave periodo di crisi economica.
Inoltre, in un periodo di crisi come l’attuale, quando vi é un calo dei consumi anche alimentari, é proprio necessario o oppor-tuno occuparsi di quello che mangia la gente? Lasciateci almeno la libertà di continuare a mangiare come i nostri padri, nonni e altri antenati!

John B. Dancer

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