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Provincia-Emilia

Montagna Ovest, l'Unione dei Comune parte in salita

27 ottobre 2013, 23:16

Montagna Ovest, l'Unione dei Comune parte in salita

 Valentino Straser

 
Un solo punto all’ordine del giorno: l’Unione dei Comuni delle Valli del Taro e del Ceno. Ma la movimentata seduta consiliare, che ha visto l’abbandono dall’aula di tre consiglieri di opposizione al momento del voto, si è conclusa con un nulla di fatto. Tutto è ora  rimandato a domani sera alle 21 per la ridiscussione dello Statuto. 
Per l’approvazione erano infatti necessari i voti di almeno i due terzi del consiglio comunale e, venerdì sera, con sette voti favorevoli e due astensioni espresse da Giovanni Rabidi e da Pierantonio Tanzi, il numero minimo non è stato raggiunto. Oltre alla seduta convocata domani sera, se l’esito sarà lo stesso, sarà necessaria una ulteriore seduta, già programmata per mercoledì sera. In quella circostanza basterà la maggioranza assoluta dei voti dei consiglieri (e non più deli due terzi) per  decretare l’approvazione o meno dell’Unione dei Comuni. 
Lo Statuto, per dare vita all’Unione, è stato sottoscritto da otto amministrazioni della Comunità Montana Ovest: Varano Melegari, Varsi, Pellegrino, Bore, Terenzo, Borgotaro, Compiano e Tornolo. La futura sede istituzionale dell’Unione sarà a Varano Melegari, mentre quella operativa sarà a Borgotaro. In apertura del Consiglio il primo cittadino di Varano Melegari, che è anche presidente della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, Luigi Bassi, ha ripercorso l’iter che in questi anni ha portato alla costituzione dell’Unione dei Comuni, con riferimenti alla normativa regionale e nazionale.
Con l'inizio del prossimo anno,  la Comunità Montana Ovest cesserà le sue funzioni istituzionali, che  in ambito territoriale saranno esercitate dalla futura Unione dei Comuni. 
Il sindaco Bassi ha espresso orgoglio e soddisfazione per la scelta di Varano, quale sede istituzionale della costituenda Unione, e per il riconoscimento attribuito al lavoro della bassa valle. Bassi ha assicurato la massima apertura nei confronti di tutti i Comuni, anche quelli che al momento hanno scelto di non aderire. La legge regionale riconosce un solo ambito ottimale, che coincide con il Distretto socio sanitario, e una sola unione al suo interno. I comuni che non aderiscono, dovranno convenzionarsi fra loro, mentre all’Unione spetterà la gestione delle deleghe della montagna.
 «La durata dello Statuto è di dieci anni, ma i Comuni potranno recedere dall’Unione non prima di cinque anni»  ha spiegato Luigi Bassi. 
Superato lo scoglio dell’approvazione dello Statuto, l’iter proseguirà con un tavolo di confronto sui contenuti organizzativi dell’Ente, come ad esempio la copertura dei servizi e il delicato tema occupazionale. Critico si è detto Paolo Balbo, che ha proposto di chiedere alla Regione una proroga e rimandare l’approvazione al dopo-voto delle amministrative del 2014. Alessandro Saglia Codeluppi nel ribadire il concetto e, vista la complessità del tema, ha suggerito una petizione popolare per dare voce ai cittadini. 
Il sindaco Bassi, nella sua replica, ha   ricordato che l’Unione dei Comuni non comporterà   aumento dei costi. Pierantonio Tanzi e Giovanni Rabidi, pur riconoscendo il valore dell’Unione, hanno sollevato alcune perplessità e dichiarato la loro astensione. 
Dichiarazioni a favore sono state invece motivate da Elisa Erasmi e Claudio Filippini.