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Il ristorante di Chichibìo

Locanda di Marzolara, tradizione di qualità

03 novembre 2013, 16:37

Locanda di Marzolara, tradizione di qualità

E' il tempo della Festa del tartufo di Fragno e dunque è ora di salire verso Calestano, Ravarano, Fragno o Marzolara dove i ristoranti presentano questo frutto del territorio, il Tuber uncinatum Chatin, in menu dedicati e a prezzo convenuto. E’ un tartufo da non paragonare ai più nobili (il bianco Tuber magnatum Pico d’Alba e d’Acqualagna, il nero Tuber Melanosporum di Norcia), ma da prendere per quel prodotto onesto che è, dal prezzo adeguato e capace, specie se cucinato convenientemente, di regalare buone sensazioni gustative. La Locanda di Marzolara è sulla strada che sale verso Calestano: la gestisce una giovane coppia attenta ai prodotti e appassionata di cucina che, accanto al menu del tartufo, prepara anche alcuni piatti tradizionali. La piccola carta dei vini ha etichette locali e nazionali di discreta qualità che il patron conosce e consiglia opportunamente. Gli arredi sono modesti, l’atmosfera e l’accoglienza semplice e cordiale.

La cucina, i piatti
S'è detto tartufo e subito viene incontro il profumo che si sprigiona da un cartoccio appena consegnato dai cercatori e che il patron va vedere agli ospiti di un tavolo vicino: finirà sui tagliolini, sulle uova, sui tortelli. E intanto, all’antipasto (7-12 euro), ecco il buon prosciutto di Pio Tosini stagionato 26 mesi, fragrante e intenso; una freschissima e sostanziosa burrata pugliese accompagnata da verdure crude e olio ligure; la polentina con fonduta di formaggio e tartufo. Abbondante tartufo a lamelle, e grattugiato e mescolato al Parmigiano, su tutti i primi piatti (7-10 euro) in lista: sugli gnocchi di patate col Gorgonzola, sulle tagliatelle con lo speck, nel risotto, sui leggeri tortelli di patate, sui sodi tagliolini alla chitarra. Più problematico l’abbinamento del tartufo coi secondi piatti (9-14 euro), a meno che non si voglia restare sul classicissimo uovo al tegamino; altrimenti scaloppine e tagliata di manzo con una ruffiana crema al tartufo. Anche buone lumache (sono quelle di Bruno Bolda, l’allevatore di Berceto di cui queste pagine si sono recentemente occupate): qui sono ben cucinate, trifolate o in umido, e sono le piccole, tenere e saporose Helix aspersa. Altri piatti: punta di vitello arrosto, guanciali di maiale in umido, costata di manzo.

Per finire
Alcuni formaggi (6 euro), come pecorino di fossa o Parmigiano e dolci casalinghi (4 euro): torta di mele, semifreddo al torroncino, crema catalana, crostate. Pagherete un pranzo completo di quattro piatti, anche col tartufo, circa 35 euro (bevande escluse). Menu non esposto, coperto 1 euro, ingresso e bagni comodi.

Non mancate
Tagliolini al tartufo, lumache

Dimenticate
Crema di tartufo