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Provincia-Emilia

Vini di Vignaioli: la cultura del bere bene

05 novembre 2013, 08:03

Vini di Vignaioli: la cultura del bere bene

 Donatella Canali

La dodicesima edizione ha confermato e accresciuto il successo di Vini di Vignaioli. Fin dall’apertura il salone ha registrato un flusso continuo di pubblico. Una partecipazione eterogenea per età, provenienza e professione, con una base comune: l’interesse per vini naturali, diversi, unici, raccontati e proposti dai vignaioli stessi, che lasciato il lavoro in vigna e in cantina, partecipano direttamente alle rassegne. Una formula che raccoglie ogni anno nuovi appassionati preparati e informati, come rilevano i vignaioli stessi. 
«Fornovo - spiegano infatti alcuni vignaioli - riunisce, come pochi altri appuntamenti del genere, un pubblico in gran parte preparato, che conosce il vino e sa scegliere». 
Molti arrivano infatti con le idee molto chiare cercando il vignaiolo o una lista di vignaioli che conosce ed apprezza. Difficile infatti riuscire ad assaggiare i vini che i centoventi vignaioli presenti in questa edizione facevano degustare. 
Una rappresentanza molto ricca per varietà, che testimonia un modo autentico di intendere la vinificazione e la cura della terra: un lavoro nel quale la chimica non trova spazio, per fare posto a produzioni biologiche o biodinamiche, non di grandi dimensioni ma di eccellenza. 
Con lo stesso criterio di scelta, un crescente spazio all’interno di Vini di Vignaioli, è anche quest’anno dedicato ai prodotti alimentari: un’area molto frequentata che permette un viaggio tra i sapori nostrani e di altre regioni.
 Dai formaggi caprini piemontesi al nostro Parmigiano biologico, passando dai pecorini abruzzesi, dal cioccolato ai salumi di maiale nero, dal miele, ai prodotti della Lunigiana, per arrivare alla polenta fritta, cucinata in formula street food-ape car che non a caso si chiama «senza tanti fronzoli». 
Un clima caloroso, nell’insieme, tra i vignaioli, i produttori ed il pubblico che vede dietro un grande lavoro da parte dei tanti volontari della Pro loco, che da dodici anni mette tutte energie per la riuscita della manifestazione. 
La stessa energia che la consulente Cristine Cogez offre ogni anno nel selezionare e mantenere i rapporti con i vignaioli storici, alcuni presenti dalla prima edizione, ed i nuovi. Un lavoro di relazioni e di approfondimento che è stato anticipato in questa edizione da diverse iniziativa collaterali, come l’apertura di sabato ai gruppi di acquisto solidale, gli incontri e degustazioni nelle enoteche di Parma e a Bardi, e che proseguirà oggi. 
In mattinata, dalle 8,45 alle 12 è in programma il convegno sul tema: «La  difficoltà di essere avanguardia. Il vino naturale alla prova di maturità: sintesi e prospettive». Momento importante per tutti i vignaioli, per gli appassionati e per tutti coloro che si impegnano nella difesa del «vino naturale». 
A testimonianza del valore culturale della rassegna, anche la presenza di numerose case editrici e giornalisti del settore, sia italiani che di altri Paesi. 
A questa edizione hanno poi preso parte anche numerosi studenti della scuole superiori di enogastronomico, sia della nostra che di altre regioni. 
Tra queste anche i giovani del Master Come dell’Università di Parma, con il prof. Andrea Fabbri che ha voluto essere presente al Salone:  «Vini di vignaioli è un’importante un’iniziativa, in grado di far incontrare, da anni, la cultura del vino italiana con quella francese e non solo». 
Al termine del convegno in programma oggi , il salone aprirà al pubblico con le degustazioni e gli assaggi, dalle 12 alle 19.