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Parma

La nebbia "artificiale" mette in fuga i ladri

06 novembre 2013, 15:32

La nebbia

Chiara Pozzati
In «trincea» dietro la vetrina: per una battaglia quotidiana. Quella contro i furti.
Lo dice con amarezza Lino Allodi, che accoglie nella concessionaria Ktm e Kawasaki assaltata all’alba di ieri. Il vetro antisfondamento ridotto a un colabrodo, mentre la ragnatela di schegge brilla sotto il sole. Siamo a Lemignano, il blitz alla «Motofactory Parma» è scattato poche ore prima, attorno alle 4 del mattino.
Uno, due, tre colpi inferti con le mazze in ferro da muratore. Ma la vetrina regge e arrivano le sirene dei vigilantes e dei carabinieri. «Sarebbe bastato un altro colpo per mandare in frantumi il vetro completamente. Fortunatamente sono scattati l’allarme e il nebbiogeno». Ed è così che scopri il calvario dei commercianti, asserragliati nei loro negozi, nella speranza di contrastare i «predatori».
Lino si è attrezzato con un palo (da montare ogni sera) di fronte alla porta a vetro che impedisce l’uscita delle Kawasaki, il dispositivo che rilascia il fumo-nebbia (il cosiddetto nebbiogeno, appunto) e l’allarme collegato direttamente con la caserma. Tutto per la modica cifra di 15 mila euro: «Ma non è servito a nulla: per dormire un paio d’ore in più ho venduto la casa a Fidenza, per trasferirmi in un appartamento vicino al negozio. Questa non è vita. Purtroppo le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma anche se li acciuffano i balordi quanto restano dentro? Qualche giorno se va bene, d’altronde le carceri sono piene, non è un mistero per nessuno».
La sua corsa alla difesa «fai da te» è scattata sei mesi fa: «E’ da tre anni che siamo qua - chiarisce ancora il padrone di casa -, sei mesi fa abbiamo ricevuto il battesimo di fuoco. I ladri hanno fatto una spaccata esattamente come oggi (ieri per chi legge, ndr), ma in quel caso è andata a buon fine». Si parla di cinque Kawasaki Ninja scomparse senza lasciare traccia, per la bellezza di 50 mila euro circa. «Ai ladri sono bastati un pugno di minuti per darsi alla fuga - dice sconsolato il titolare della concessionaria -. Si parla di tre, quattro persone come minimo. Vengono qua sfondando la sbarra sul retro con un furgone. Sono professionisti, questo è chiaro. Ecco perché ho dovuto attrezzarmi col nebbiogeno: se non fosse stato per questo strumento - piuttosto costoso - anche questo raid sarebbe andato a buon fine».
Ma come funziona questo dispositivo? «Sostanzialmente produce lo stesso fumo utilizzato nelle discoteche per gli effetti scenici. E’ un composto costituito da acqua distillata e glicoli alimentari. In pochi secondi cala la nebbia e la visibilità si riduce notevolmente». Ecco perché i ladri spaesati e confusi hanno dovuto rinunciare prima d’incappare nei militari. «Purtroppo in questa zona i controlli sono un po’ scarsi - conclude - ma è il solito discorso. Occorre la certezza della pena, se no non bastano tutti i carabinieri o poliziotti del mondo per arginare il fenomeno dei furti». E nemmeno per trovare un po’ di serenità.