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Libri parmigiani

12 novembre 2013, 17:51

Libri parmigiani

Negli ultimi mesi, il dibattito sulla Città accessibile, e sulle barriere fisiche e mentali (ma soprattutto sul come superarle) si è arricchito a Parma di due preziosissimi libri, usciti a distanza di pochi mesi. Due libri che, diciamo subito, non solo aggiungono molto alle tematiche del mondo disabile, ma hanno tantissimo da insegnare anche agli altri. Perchè alla fine è vero quello che scrive Antonio nella sua introduzione: ovvero che le squadre di basket in carrozzina "sono più veloci che se avessero le gambe buone". E non è solo un modo di dire: la verità è che spesso, anzichè parlare di "diversamente abili", dovremmo tutti ammettere che parliamo di persone "più" abili, perchè costrette a correre più forte e a saltare più in alto, rispetto ai cosiddetti "normali".
Nell'estate del 2010, Antonio Franceschetti ha raccolto in un libro la storia, e soprattutto le emozioni, di "una generazione in gioco".                       
"Il libro di Giò" è infatti il racconto dei 25 anni della Polisportiva Gioco di Parma: un quarto di secolo a combattere e superare barriere, in campo e fuori. Un libro da leggere e da diffondere nelle scuole (come in effetti Antonio e gli altri hanno iniziato a fare), unito ad un bellissimo video , che già dice tutto sullo spirito della Gioco. Che però nel frattempo, tanto per ricordare anche le tappe che ancora mancano per la Città accessibile, attende una sede vera, dopo il trasloco dall'ex Eridania agli angusti spazi del palasport.
"La rivoluzione seduti" , dice tutto già dal titolo. E' la storia, anche qui molto concreta e con tanta grinta, di Walter Antonini, 50enne romano ma ormai da tempo parmigiano di adozione. Uno che la "rivoluzione" l'ha fatta, da seduto, l'ha fatta e la fa i tanti campi: lo sport, il lavoro (prima da pubblicitario ora da funzionario di banca), la politica (è assessore provinciale allo sport)... E il libro scritto insieme alla giornalista Maria Grazia Villa non nasconde nulla: si va dalla possibile prevenzione, ai problemi legati alla scuola, all'adolescenza, appunto al lavoro e così via. Con anche un paragrafo sulla sessualità, tema su cui troppo spesso si preferisce glissare.
C'è anche la prezioisissima introduzione di un tecnico fra i più vincenti del nostro sport: Gian Paolo Montali, che sottolinea l'emozione dell'aver visto una squadra in carrozzina vuincere alle Paralimpiadi. " Le loro lacrime? - dice Montali - Spontanee, di gioia, di pace e di libertà, ma soprattutto NORMALI e...bagnate". E il messaggio dell'allenatore parmigiano è chiarissimo. 
Negli ultimi mesi, il dibattito sulla Città accessibile, e sulle barriere fisiche e mentali (ma soprattutto sul come superarle) si è arricchito a Parma di due preziosissimi libri, usciti a distanza di pochi mesi. Due libri che, diciamo subito, non solo aggiungono molto alle tematiche del mondo disabile, ma hanno tantissimo da insegnare anche agli altri. Perchè alla fine è vero quello che scrive Antonio nella sua introduzione: ovvero che le squadre di basket in carrozzina "sono più veloci che se avessero le gambe buone". E non è solo un modo di dire: la verità è che spesso, anzichè parlare di "diversamente abili", dovremmo tutti ammettere che parliamo di persone "più" abili, perchè costrette a correre più forte e a saltare più in alto, rispetto ai cosiddetti "normali".
Nell'estate del 2010, Antonio Franceschetti ha raccolto in un libro la storia, e soprattutto le emozioni, di "una generazione in gioco".                       
"Il libro di Giò" è infatti il racconto dei 25 anni della Polisportiva Gioco di Parma: un quarto di secolo a combattere e superare barriere, in campo e fuori. Un libro da leggere e da diffondere nelle scuole (come in effetti Antonio e gli altri hanno iniziato a fare), unito ad un bellissimo video , che già dice tutto sullo spirito della Gioco. Che però nel frattempo, tanto per ricordare anche le tappe che ancora mancano per la Città accessibile, attende una sede vera, dopo il trasloco dall'ex Eridania agli angusti spazi del palasport.
"La rivoluzione seduti" , dice tutto già dal titolo. E' la storia, anche qui molto concreta e con tanta grinta, di Walter Antonini, 50enne romano ma ormai da tempo parmigiano di adozione. Uno che la "rivoluzione" l'ha fatta, da seduto, l'ha fatta e la fa i tanti campi: lo sport, il lavoro (prima da pubblicitario ora da funzionario di banca), la politica (è assessore provinciale allo sport)... E il libro scritto insieme alla giornalista Maria Grazia Villa non nasconde nulla: si va dalla possibile prevenzione, ai problemi legati alla scuola, all'adolescenza, appunto al lavoro e così via. Con anche un paragrafo sulla sessualità, tema su cui troppo spesso si preferisce glissare.
C'è anche la prezioisissima introduzione di un tecnico fra i più vincenti del nostro sport: Gian Paolo Montali, che sottolinea l'emozione dell'aver visto una squadra in carrozzina vuincere alle Paralimpiadi. " Le loro lacrime? - dice Montali - Spontanee, di gioia, di pace e di libertà, ma soprattutto NORMALI e...bagnate". E il messaggio dell'allenatore parmigiano è chiarissimo.