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DILETTANTI PERSONAGGI

Pellacini: "Così sono arrivato a 21 gol"

"Dopo la doppietta al Traversetolo spero di ripetermi nel derby con il Basilica"

16 novembre 2013, 20:03

Pellacini:

 

Pellacini: «Così
19 anni«Dopo la doppietta al Traversetolo
Marco BernardiniIl vizio di buttarla dentro non lo abbandona più: Adriano Pellacini, classe ’94, in barba alla giovane età gioca e segna come e più di un veterano, dando ragione alla dirigenza del Carignano che già due estati fa aveva puntato forte su di lui ed, in cambio, si è ritrovata tra le mani un bomber purissimo, con numeri da predestinato. Quattordici reti nella stagione del debutto, ancora sette in dodici giornate di quella attuale, sempre in Promozione, inclusa l’ultima doppietta di domenica scorsa al Traversetolo.«In tanti mi dicevano sarebbe stato difficile confermarsi, invece a febbraio di quest’anno ero fermo a cinque - confessa il ragazzo di Sala Baganza, cresciuto nel vivaio della Juventus Club che ha vissuto esperienze, più o meno felice, tra le fila di Carpi Berretti e Salso - i compagni si mettono a mia disposizione, tra di loro c’è il mio amico Talignani che vuole farmi arrivare a 21 per offrirmi da bere».Storie comuni dal dietro le quinte di una squadra giallorossa, più cementata che mai e, soprattutto, tremendamente competitiva sul campo: sei vittorie su altrettante partite in casa e secondo posto solitario in classifica a meno sei dalla capolista Bibbiano, finora di un altro pianeta. «Onestamente non ce l’aspettavamo, a parte un paio di innesti lo zoccolo duro è rimasto invariato rispetto ad un anno fa. Stiamo continuando a giocare bene e far prestazioni di rilievo. Il segreto? Siamo un gruppo unito, ci aiutiamo a vicenda e corriamo più degli altri».Logico pensare subito ai meriti dell’allenatore Massimo Abbati che, dopo aver superato la fase d’apprendistato a pieni voti (il Carignano, da matricola, ricevette all’unanimità la palma di miglior rivelazione dell’ultima Promozione) ha plasmato la rosa a sua immagine e somiglianza.«Il mister ha cominciato il lavoro lo scorso anno, ora cerca di migliorarci ulteriormente. Ci sprona molto, conosce a memoria tutti gli avversari e la preparazione, iniziata il 24 di luglio, sta portando i frutti sperati».Anzi, forse anche qualcosa in più. Nessuno si è avvicinato così tanto ad interrompere la marcia trionfale del Bibbiano schiacciasassi. «La partita di Bibbiano (0-0, a dir la verità, un po’ stretto ai parmensi) resta il punto più alto a livello di intensità, qualità del gioco espresso, abbiamo passato il secondo tempo nella loro area e se solo fossi stato più preciso sottoporta avremmo conquistato i tre punti».Che, tuttavia, non potevano cambiare gli indefiniti obiettivi stagionali. «Ogni tanto ne parliamo negli spogliatoi, per noi la partita più importante è sempre quella che viene dopo e faremo i conti solo a metà aprile». La partita che viene dopo è il derby di domani pomeriggio nella tana del Basilica terzultimo, da prendere con le pinze. «Nel campionato scorso, da neopromossi, qualche squadra d’alta classifica ci ha sottovalutato e ne avevamo approfittato. Non dovremo commettere lo stesso errore, loro avranno grinta da vendere, voglia di dimostrare di essere all’altezza. E spesso sui campi grandi come quello di Basilicanova andiamo in affanno». In affanno non ci potrà andare, di sicuro, Pellacini, sulle cui spalle poggia quasi interamente il peso dell’attacco del Carignano. Colpa della rottura dei legamenti occorsa al compagno di reparto, Nicolò Orlandi, sei centri all’attivo, che lo terrà fuori per il resto della stagione. «Stava attraversando un buonissimo momento di forma, purtroppo è stato sfortunato e rappresenta una grave perdita. Siccome ci viene sempre a vedere ora pretende che, in caso di gol, venga ad esultare sotto la tribuna. L’ho accontentato due volte contro il Traversetolo, spero di ripetermi ancora».Bomber Adriano Pellacini ha realizzato 21 gol in meno di un anno e mezzo. 
Marco Bernardini

 

Il vizio di buttarla dentro non lo abbandona più: Adriano Pellacini, classe ’94, in barba alla giovane età gioca e segna come e più di un veterano, dando ragione alla dirigenza del Carignano che già due estati fa aveva puntato forte su di lui ed, in cambio, si è ritrovata tra le mani un bomber purissimo, con numeri da predestinato. Quattordici reti nella stagione del debutto, ancora sette in dodici giornate di quella attuale, sempre in Promozione, inclusa l’ultima doppietta di domenica scorsa al Traversetolo.«In tanti mi dicevano sarebbe stato difficile confermarsi, invece a febbraio di quest’anno ero fermo a cinque - confessa il ragazzo di Sala Baganza, cresciuto nel vivaio della Juventus Club che ha vissuto esperienze, più o meno felice, tra le fila di Carpi Berretti e Salso - i compagni si mettono a mia disposizione, tra di loro c’è il mio amico Talignani che vuole farmi arrivare a 21 per offrirmi da bere».Storie comuni dal dietro le quinte di una squadra giallorossa, più cementata che mai e, soprattutto, tremendamente competitiva sul campo: sei vittorie su altrettante partite in casa e secondo posto solitario in classifica a meno sei dalla capolista Bibbiano, finora di un altro pianeta. «Onestamente non ce l’aspettavamo, a parte un paio di innesti lo zoccolo duro è rimasto invariato rispetto ad un anno fa. Stiamo continuando a giocare bene e far prestazioni di rilievo. Il segreto? Siamo un gruppo unito, ci aiutiamo a vicenda e corriamo più degli altri».

Logico pensare subito ai meriti dell’allenatore Massimo Abbati che, dopo aver superato la fase d’apprendistato a pieni voti (il Carignano, da matricola, ricevette all’unanimità la palma di miglior rivelazione dell’ultima Promozione) ha plasmato la rosa a sua immagine e somiglianza.«Il mister ha cominciato il lavoro lo scorso anno, ora cerca di migliorarci ulteriormente. Ci sprona molto, conosce a memoria tutti gli avversari e la preparazione, iniziata il 24 di luglio, sta portando i frutti sperati».Anzi, forse anche qualcosa in più. Nessuno si è avvicinato così tanto ad interrompere la marcia trionfale del Bibbiano schiacciasassi. «La partita di Bibbiano (0-0, a dir la verità, un po’ stretto ai parmensi) resta il punto più alto a livello di intensità, qualità del gioco espresso, abbiamo passato il secondo tempo nella loro area e se solo fossi stato più preciso sottoporta avremmo conquistato i tre punti».Che, tuttavia, non potevano cambiare gli indefiniti obiettivi stagionali. «Ogni tanto ne parliamo negli spogliatoi, per noi la partita più importante è sempre quella che viene dopo e faremo i conti solo a metà aprile». La partita che viene dopo è il derby di domani pomeriggio nella tana del Basilica terzultimo, da prendere con le pinze. «Nel campionato scorso, da neopromossi, qualche squadra d’alta classifica ci ha sottovalutato e ne avevamo approfittato. Non dovremo commettere lo stesso errore, loro avranno grinta da vendere, voglia di dimostrare di essere all’altezza. E spesso sui campi grandi come quello di Basilicanova andiamo in affanno». 

In affanno non ci potrà andare, di sicuro, Pellacini, sulle cui spalle poggia quasi interamente il peso dell’attacco del Carignano. Colpa della rottura dei legamenti occorsa al compagno di reparto, Nicolò Orlandi, sei centri all’attivo, che lo terrà fuori per il resto della stagione. «Stava attraversando un buonissimo momento di forma, purtroppo è stato sfortunato e rappresenta una grave perdita. Siccome ci viene sempre a vedere ora pretende che, in caso di gol, venga ad esultare sotto la tribuna. L’ho accontentato due volte contro il Traversetolo, spero di ripetermi ancora»