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Foresta-legno, un settore da valorizzare

L'assessore regionale Muzzarelli: "Il nuovo piano forestale pensa anche ai fini produttivi"

23 novembre 2013, 22:51

Foresta-legno, un settore da valorizzare

 

Antonella Del Gesso
Il bosco deve ritornare ad essere considerato una risorsa, che genera valore e da valorizzare. In Italia la superficie forestale è pari al 35% del territorio nazionale, eppure la stragrande maggioranza del materiale per le lavorazioni viene importato. E’ quindi un vero spreco non carpirne le potenzialità, soprattutto se si guarda ad altri paesi europei come l’Austria dove il sistema foresta-legno genera ben il 4% del Pil. 
Un appello a sostegno del settore arriva dall’Unione Parmense degli Industriali che insieme a FederlegnoArredo e Pef Italia ha organizzato un incontro a Palazzo Soragna con lo scopo di stimolare una riflessione su un’importante fetta di economia accantonata.«Va rilanciato lo sviluppo di un comparto che anche nel nostro territorio ha dato i natali a importanti industrie. Il legno deve tornare ad essere considerato una risorsa non solo economica ma anche culturale, soprattutto in tempi in cui è necessario valorizzare al meglio i beni di cui disponiamo. Purtroppo per troppi anni è mancata una corretta programmazione in tal senso ed è ora di riattivarsi», spiega il direttore dell’Upi Cesare Azzali. 
Emanuele Orsini, presidente di Assolegno, che rappresenta circa 500 aziende italiane, riferisce a proposito: «Basti pensare che la superficie forestale dell’Italia si estende su circa un terzo del territorio nazionale e non crea economia, ne viene sfruttata infatti solo una piccola parte, mentre il 90% della materia prima proviene dall’estero». Ci sono alcune regioni poi, e l’Emilia Romagna è una di queste, in cui l’industria boschiva e della prima lavorazione del legname è quasi del tutto assente. Lo dimostra un’analisi di FederlegnoArredo, realizzata dallo Studio Gardino Consulting e presentato da Stefano Dezzutto dell’ufficio tecnico Assolegno, ed Emanuele Barigazzi del comitato tecnico Epal di Conlegno.
«La superficie forestale regionale è pari al 5,9% di quella totale nazionale, ma se ne utilizza quasi nulla. Eppure il mercato delle costruzioni in legno è in continua crescita, basti pensare alle ricostruzioni nelle zone colpite dal sisma». Ma il dato riguarda tutta la nazione: il 15% delle nuovi edifici è realizzato con questo materiale.
«L’Italia è il primo importatore di legno d’Europa, invece occorre stimolare la produzione endogena. Con questa operazione si tutelerebbe il paesaggio, si libererebbero risorse, si creerebbe occupazione. Non abbiamo infatti garanzie che il taglio degli alberi sia gestito correttamente, aspetto invece attestabile attraverso l’adozione del sistema di certificazione per la gestione sostenibile delle foreste», sottolinea Antoni Brunori segretario generale Pefc. 
La richiesta di un’inversione di rotta, stimolata anche dall’intervento di Nadio Barigazzi, presidente della Barigazzi F.lli, viene raccolta dalle istituzioni. Gian Carlo Muzzarelli, assessore Attività produttive dell’Emilia-Romagna, informa che «la Regione sta predisponendo il nuovo piano forestale che contempla interventi di circolazione del legno non solo per il riscaldamento ma anche ai fini produttivi». L’assessore provinciale e presidente Pefc Italia Pier Luigi Ferrari, invece, riferisce di incontri in atto per rilanciare la pioppicoltura nel nostro territorio.
Antonella Del Gesso

 

Il bosco deve ritornare ad essere considerato una risorsa, che genera valore e da valorizzare. In Italia la superficie forestale è pari al 35% del territorio nazionale, eppure la stragrande maggioranza del materiale per le lavorazioni viene importato. E’ quindi un vero spreco non carpirne le potenzialità, soprattutto se si guarda ad altri paesi europei come l’Austria dove il sistema foresta-legno genera ben il 4% del Pil. Un appello a sostegno del settore arriva dall’Unione Parmense degli Industriali che insieme a FederlegnoArredo e Pef Italia ha organizzato un incontro a Palazzo Soragna con lo scopo di stimolare una riflessione su un’importante fetta di economia accantonata.«Va rilanciato lo sviluppo di un comparto che anche nel nostro territorio ha dato i natali a importanti industrie. Il legno deve tornare ad essere considerato una risorsa non solo economica ma anche culturale, soprattutto in tempi in cui è necessario valorizzare al meglio i beni di cui disponiamo. Purtroppo per troppi anni è mancata una corretta programmazione in tal senso ed è ora di riattivarsi», spiega il direttore dell’Upi Cesare Azzali. Emanuele Orsini, presidente di Assolegno, che rappresenta circa 500 aziende italiane, riferisce a proposito: «Basti pensare che la superficie forestale dell’Italia si estende su circa un terzo del territorio nazionale e non crea economia, ne viene sfruttata infatti solo una piccola parte, mentre il 90% della materia prima proviene dall’estero». Ci sono alcune regioni poi, e l’Emilia Romagna è una di queste, in cui l’industria boschiva e della prima lavorazione del legname è quasi del tutto assente. Lo dimostra un’analisi di FederlegnoArredo, realizzata dallo Studio Gardino Consulting e presentato da Stefano Dezzutto dell’ufficio tecnico Assolegno, ed Emanuele Barigazzi del comitato tecnico Epal di Conlegno.«La superficie forestale regionale è pari al 5,9% di quella totale nazionale, ma se ne utilizza quasi nulla. Eppure il mercato delle costruzioni in legno è in continua crescita, basti pensare alle ricostruzioni nelle zone colpite dal sisma». Ma il dato riguarda tutta la nazione: il 15% delle nuovi edifici è realizzato con questo materiale.«L’Italia è il primo importatore di legno d’Europa, invece occorre stimolare la produzione endogena. Con questa operazione si tutelerebbe il paesaggio, si libererebbero risorse, si creerebbe occupazione. Non abbiamo infatti garanzie che il taglio degli alberi sia gestito correttamente, aspetto invece attestabile attraverso l’adozione del sistema di certificazione per la gestione sostenibile delle foreste», sottolinea Antoni Brunori segretario generale Pefc. La richiesta di un’inversione di rotta, stimolata anche dall’intervento di Nadio Barigazzi, presidente della Barigazzi F.lli, viene raccolta dalle istituzioni. Gian Carlo Muzzarelli, assessore Attività produttive dell’Emilia-Romagna, informa che «la Regione sta predisponendo il nuovo piano forestale che contempla interventi di circolazione del legno non solo per il riscaldamento ma anche ai fini produttivi». L’assessore provinciale e presidente Pefc Italia Pier Luigi Ferrari, invece, riferisce di incontri in atto per rilanciare la pioppicoltura nel nostro territorio.

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