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Albertina Soliani

«C'è bisogno di più politica. E dell'impegno di tutti»

La senatrice ha presentato la sua autobiografia: «Un resoconto di lavoro per gli elettori»

25 novembre 2013, 19:14

«C'è bisogno di più politica. E dell'impegno di tutti»

 

Monica Tiezzi
«Tutto si muove e tutto si tiene» nell'esperienza politica di Albertina Soliani, partita da Boretto da famiglia modesta, passata attraverso l'impegno cattolico e nella Dc, approdata nei democratici e nel Pd, sottosegretario alla Pubblica istruzione nel primo governo Prodi, e senatrice dal 2001 al 2013. Una carriera politica dinamica, apertasi negli ultimi anni  ai paesi emergenti (merito anche suo la recente visita  a Parma di  Aung San Suu Kyi) dove, appunto, tutto si muove, ma sempre nel segno delle proprie  radici politiche e di fede (tutto si tiene). 
«Tutto si muove e tutto si tiene» è il titolo dell'autobiografia (Diabasis editore)  che Albertina Soliani ha  presentato ieri mattina  nella libreria Feltrinelli  di via Farini.  Con lei Arturo Parisi, fra i fondatori dell'Ulivo;  Alberto Melloni, docente di storia del cristianesimo;    Mauro Massa, presidente della Diabasis;  il consigliere comunale Pd Giuseppe Bizzi;  la deputata Pd Sandra Zampa; Giuseppe Malpeli, presidente  dell'associazione  Italia-Birmania.
  «Doveva essere un resoconto della mia storia politica, un   “rendere conto” agli elettori del mio impegno. Ma tirando il filo è uscito molto altro», ha spiegato  Albertina Soliani. E' uscito l'affresco («scritto con semplicità ma non con banalità», dice Mauro Massa)  di una generazione    «dell'ottimismo, della speranza e della libertà», dice Parisi, formatasi  con sacrifici nell'Italia della ricostruzione («devo al centrosinistra di quegli anni l'opportunità  di studiare, io come molti altri giovani senza mezzi» dice Albertina),  che ha inteso la politica senza protagonismi, come un impegno collettivo («Questo è un libro con tanti tu, lei, lui e loro, e pochi io», dice Melloni). Ed è uscito un  libro  dove in ogni pagina, dice Parisi,  «si sente  gratitudine e riconoscenza   per le persone incontrate e le esperienze vissute».  
«Non è una biografia vendicativa, ma neutra, con più fatti che giudizi», chiarisce ancora Melloni.   Con la parabola  dell'Ulivo, «un motore politico che si è poi imballato», dice  Bizzi. E con la deriva individualista partita negli anni Ottanta che ha  portato, dice Melloni, «alla fase finale dell'ultimo governo Berlusconi, durante il quale il ringhio della destra è stato interpretato in modo crudo, con l'eccessiva indulgenza del centrosinistra e la  responsabilità del cattolicesimo romano che ha rinunciato alla formazione delle coscienze».
A una deriva politica sempre più becera, Albertina Soliani - spiega Malpeli,  suo  collaboratore di lunga data, dai tempi del sottosegretariato alla Pubblica istruzione - ha reagito  con  rigore, responsabilità e fiducia nelle istituzioni. Sfilano i ricordi di  una visita della Soliani, allora sottosegretario all'Istruzione, nella Sarno del dopo alluvione, con il sindaco che decantava il ritorno alla «normalità» e gli abitanti  che fuori protestavano. «Albertina, contro il parere della sicurezza, fece   entrare la  gente  nella sala della   cerimonia ufficiale, la fece parlare, poi volle visitare un campo nomadi. Venne fuori che niente era normale, che gli  alunni  non potevano andare a scuola, che non c'erano scuolabus. Quasi minacciò il sindaco: “Fra un mese torno e i bambini devono essere in classe”. Tre settimane dopo il governo Prodi cadde e quella visita non ci fu», dice Malpeli.
«Abbiamo bisogno di politica nel mondo e di fiducia nella democrazia - conclude l'incontro Albertina Soliani -  Il dibattito politico attuale è povero, il Paese sembra bloccato, ma occorre speranza.  Dobbiamo essere tutti protagonisti, ognuno può fare la sua parte, con responsabilità e impegno».  
Monica Tiezzi
«Tutto si muove e tutto si tiene» nell'esperienza politica di Albertina Soliani, partita da Boretto da famiglia modesta, passata attraverso l'impegno cattolico e nella Dc, approdata nei democratici e nel Pd, sottosegretario alla Pubblica istruzione nel primo governo Prodi, e senatrice dal 2001 al 2013. Una carriera politica dinamica, apertasi negli ultimi anni  ai paesi emergenti (merito anche suo la recente visita  a Parma di  Aung San Suu Kyi) dove, appunto, tutto si muove, ma sempre nel segno delle proprie  radici politiche e di fede (tutto si tiene). «Tutto si muove e tutto si tiene» è il titolo dell'autobiografia (Diabasis editore)  che Albertina Soliani ha  presentato ieri mattina  nella libreria Feltrinelli  di via Farini.  Con lei Arturo Parisi, fra i fondatori dell'Ulivo;  Alberto Melloni, docente di storia del cristianesimo;    Mauro Massa, presidente della Diabasis;  il consigliere comunale Pd Giuseppe Bizzi;  la deputata Pd Sandra Zampa; Giuseppe Malpeli, presidente  dell'associazione  Italia-Birmania.  «Doveva essere un resoconto della mia storia politica, un   “rendere conto” agli elettori del mio impegno. Ma tirando il filo è uscito molto altro», ha spiegato  Albertina Soliani. E' uscito l'affresco («scritto con semplicità ma non con banalità», dice Mauro Massa)  di una generazione    «dell'ottimismo, della speranza e della libertà», dice Parisi, formatasi  con sacrifici nell'Italia della ricostruzione («devo al centrosinistra di quegli anni l'opportunità  di studiare, io come molti altri giovani senza mezzi» dice Albertina),  che ha inteso la politica senza protagonismi, come un impegno collettivo («Questo è un libro con tanti tu, lei, lui e loro, e pochi io», dice Melloni). Ed è uscito un  libro  dove in ogni pagina, dice Parisi,  «si sente  gratitudine e riconoscenza   per le persone incontrate e le esperienze vissute».  «Non è una biografia vendicativa, ma neutra, con più fatti che giudizi», chiarisce ancora Melloni.   Con la parabola  dell'Ulivo, «un motore politico che si è poi imballato», dice  Bizzi. E con la deriva individualista partita negli anni Ottanta che ha  portato, dice Melloni, «alla fase finale dell'ultimo governo Berlusconi, durante il quale il ringhio della destra è stato interpretato in modo crudo, con l'eccessiva indulgenza del centrosinistra e la  responsabilità del cattolicesimo romano che ha rinunciato alla formazione delle coscienze».A una deriva politica sempre più becera, Albertina Soliani - spiega Malpeli,  suo  collaboratore di lunga data, dai tempi del sottosegretariato alla Pubblica istruzione - ha reagito  con  rigore, responsabilità e fiducia nelle istituzioni. Sfilano i ricordi di  una visita della Soliani, allora sottosegretario all'Istruzione, nella Sarno del dopo alluvione, con il sindaco che decantava il ritorno alla «normalità» e gli abitanti  che fuori protestavano. «Albertina, contro il parere della sicurezza, fece   entrare la  gente  nella sala della   cerimonia ufficiale, la fece parlare, poi volle visitare un campo nomadi. Venne fuori che niente era normale, che gli  alunni  non potevano andare a scuola, che non c'erano scuolabus. Quasi minacciò il sindaco: “Fra un mese torno e i bambini devono essere in classe”. Tre settimane dopo il governo Prodi cadde e quella visita non ci fu», dice Malpeli.«Abbiamo bisogno di politica nel mondo e di fiducia nella democrazia - conclude l'incontro Albertina Soliani -  Il dibattito politico attuale è povero, il Paese sembra bloccato, ma occorre speranza.  Dobbiamo essere tutti protagonisti, ognuno può fare la sua parte, con responsabilità e impegno».