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Storia di Parma

Quelle storiche nozze per procura

Fra Filippo V e Elisabetta Farnese

25 novembre 2013, 19:17

Quelle storiche nozze per procura

 

RINO TAMANI
Il secondo fascicolo di Aurea Parma (maggio - agosto, 2013, 148 pagine, 6 saggi) è disponibile nelle principali librerie della città. Fondata nel 1912 da Glauco Lombardi e Giuseppe Melli, la rivista vanta cento anni anagrafici ma novantasei editoriali, poiché non è uscita nel 1914 e tra il 1916 e 1919, gli anni della grande guerra, mentre durante la seconda guerra ha continuato le pubblicazioni, con un solo numero nel 1944.    In apertura Giovanni Gonzi completa la storia della rivista iniziata nel primo fascicolo sui redattori e sulla nomina di un nuovo direttore dal 1976 al 2012. Nel 1976, a Capacchi subentra Razzetti «vecchio fedele amico della rivista». Il comitato di redazione è formato da Allegri Tassoni, Ciavarella e Gonzi. Particolare attenzione è posta alla sezione «Biblioteca», e dal 1980 alla sezione «Schede». Inoltre occupano maggiore spazio le rubriche «Segnalazioni bibliografiche», «Cronaca», «Mostre», «Argomenti» e «In memoriam» (in ricordo di collaboratori scomparsi). 
Noti studiosi intensificano la loro collaborazione, tra gli altri: Giuseppe Bertini, Sergio Di Noto Marrella, Felice da Mareto, Lucia Fornari Schianchi, Paolo Lagazzi, Giuseppe Marchetti, Gian Paolo Minardi, Giovanni Petrolini, Pier Paolo Mendogni, Alba Mora, Manuela Catarsi Dall’Aglio, Armando Marchi, David Borioni, Pietro Bonardi, Paolo Briganti, Armando Marchi, Maria Giovanna Arrigoni, Francesco Barocelli, Vincenzo Raffaele Segreto e Cristina Lucchini.   
Negli anni Ottanta problemi economici (aumento dei costi tipografici e di legatoria, rilevante calo degli abbonati e scarsa attenzione all’aspetto contabile) determinarono il ritardo nell’uscita di alcuni fascicoli. La disponibilità della Segea, dell’Unione parmense degli industriali, della Cassa di Risparmio, di Banca Monte e della Banca Emiliana, grazie all’intervento di Antonio Marchi e di Giorgio Orlandini, consente alla rivista di mantenere il suo impegno culturale. Nel 1984 a Gino Lucchetti, amministratore dimissionario, subentra Edoardo Burgio, che nel 1994, assunse l’incarico di segretario di redazione. Nel 1985 la stampa e la confezione di Aurea Parma è affidata alle Tipografie riunite Donati. Dal 1988 la rivista diventa proprietà della Segea, che ne ha garantito la sopravvivenza e la piena autonomia del comitato di redazione.
Di grande interesse i numeri monografici: Casa Farnese (1995), Primi Borboni (1999), Giuseppe Verdi (2001), Parmigianino (2002), Glauco Lombardi (2006), Giuseppe Garibaldi (2008), Correggio (2009).  Dal 1998 Aurea Parma è diretta da Pier Paolo Mendogni, ex condirettore della Gazzetta di Parma e critico d’arte, il comitato di redazione è formato da Giuseppe Bertini, Marzio Dall’Acqua, Giovanni Gonzi e Giuseppe Massari.  Merito di Mendogni l’aver fatto predisporre gli indici delle ultime cinquanta annate di «Aurea Parma» che saranno messe in rete in un apposito link della Gazzetta di Parma. 
 José Miguel Morales Folguera dell’Università di Malaga descrive la festa alla corte dei Farnese per il matrimonio di Filippo V con Elisabetta Farnese, celebrato il 15 agosto 1714 per procura  nella Cattedrale di Parma. Il matrimonio è narrato nel «Ragguaglio delle nozze delle Maestà di Filippo V e di Elisabetta Farnese», pubblicato a Parma nel 1717, con testo e incisioni. Un esemplare, ricco di particolari, si conserva nella biblioteca del Palazzo reale di Madrid. 
  Angelo Loda approfondisce la storia e l’iconografia nel contesto settecentesco del dipinto la «Morte di Virginia» di Gabriel-François Doyen, inventariato come prima opera della Galleria Nazionale di Parma.  Marzia Iannucci esamina le illustrazioni del disegnatore olandese Karel Thole per le opere di Guareschi. Originale e creativo Thole traduce graficamente con umorismo  il divertente gioco creato dalla penna del noto scrittore.   Valerio Cervetti si sofferma sulla presenza di Wagner a Parma nella stampa locale. Wagner compare sulle scene del Regio di Parma nel carnevale 1882-84 con l’opera «Lohengrin», rappresentata il 25 dicembre 1883,  salutata con entusiasmo dalla stampa locale. «Lohengrin», opera molto amata dal pubblico di Parma, è stata rappresentata ben 110 volte, mentre le altre opere di Wagner sono presenti in 97 serate.  Paola Cirani ricostruisce la storia della prestigiosa Società dei Concerti dalle origini al primo dopoguerra (1894 – 1926), dedotta dal riordino del Fondo conservato presso la Sezione musicale della Biblioteca Palatina di Parma.
RINO TAMANI
Il secondo fascicolo di Aurea Parma (maggio - agosto, 2013, 148 pagine, 6 saggi) è disponibile nelle principali librerie della città. Fondata nel 1912 da Glauco Lombardi e Giuseppe Melli, la rivista vanta cento anni anagrafici ma novantasei editoriali, poiché non è uscita nel 1914 e tra il 1916 e 1919, gli anni della grande guerra, mentre durante la seconda guerra ha continuato le pubblicazioni, con un solo numero nel 1944.    In apertura Giovanni Gonzi completa la storia della rivista iniziata nel primo fascicolo sui redattori e sulla nomina di un nuovo direttore dal 1976 al 2012. Nel 1976, a Capacchi subentra Razzetti «vecchio fedele amico della rivista». Il comitato di redazione è formato da Allegri Tassoni, Ciavarella e Gonzi. Particolare attenzione è posta alla sezione «Biblioteca», e dal 1980 alla sezione «Schede». Inoltre occupano maggiore spazio le rubriche «Segnalazioni bibliografiche», «Cronaca», «Mostre», «Argomenti» e «In memoriam» (in ricordo di collaboratori scomparsi). Noti studiosi intensificano la loro collaborazione, tra gli altri: Giuseppe Bertini, Sergio Di Noto Marrella, Felice da Mareto, Lucia Fornari Schianchi, Paolo Lagazzi, Giuseppe Marchetti, Gian Paolo Minardi, Giovanni Petrolini, Pier Paolo Mendogni, Alba Mora, Manuela Catarsi Dall’Aglio, Armando Marchi, David Borioni, Pietro Bonardi, Paolo Briganti, Armando Marchi, Maria Giovanna Arrigoni, Francesco Barocelli, Vincenzo Raffaele Segreto e Cristina Lucchini.   Negli anni Ottanta problemi economici (aumento dei costi tipografici e di legatoria, rilevante calo degli abbonati e scarsa attenzione all’aspetto contabile) determinarono il ritardo nell’uscita di alcuni fascicoli. La disponibilità della Segea, dell’Unione parmense degli industriali, della Cassa di Risparmio, di Banca Monte e della Banca Emiliana, grazie all’intervento di Antonio Marchi e di Giorgio Orlandini, consente alla rivista di mantenere il suo impegno culturale.

 

 Nel 1984 a Gino Lucchetti, amministratore dimissionario, subentra Edoardo Burgio, che nel 1994, assunse l’incarico di segretario di redazione. Nel 1985 la stampa e la confezione di Aurea Parma è affidata alle Tipografie riunite Donati. Dal 1988 la rivista diventa proprietà della Segea, che ne ha garantito la sopravvivenza e la piena autonomia del comitato di redazione.Di grande interesse i numeri monografici: Casa Farnese (1995), Primi Borboni (1999), Giuseppe Verdi (2001), Parmigianino (2002), Glauco Lombardi (2006), Giuseppe Garibaldi (2008), Correggio (2009).  Dal 1998 Aurea Parma è diretta da Pier Paolo Mendogni, ex condirettore della Gazzetta di Parma e critico d’arte, il comitato di redazione è formato da Giuseppe Bertini, Marzio Dall’Acqua, Giovanni Gonzi e Giuseppe Massari.  Merito di Mendogni l’aver fatto predisporre gli indici delle ultime cinquanta annate di «Aurea Parma» che saranno messe in rete in un apposito link della Gazzetta di Parma.  José Miguel Morales Folguera dell’Università di Malaga descrive la festa alla corte dei Farnese per il matrimonio di Filippo V con Elisabetta Farnese, celebrato il 15 agosto 1714 per procura  nella Cattedrale di Parma. Il matrimonio è narrato nel «Ragguaglio delle nozze delle Maestà di Filippo V e di Elisabetta Farnese», pubblicato a Parma nel 1717, con testo e incisioni. Un esemplare, ricco di particolari, si conserva nella biblioteca del Palazzo reale di Madrid.   Angelo Loda approfondisce la storia e l’iconografia nel contesto settecentesco del dipinto la «Morte di Virginia» di Gabriel-François Doyen, inventariato come prima opera della Galleria Nazionale di Parma.  Marzia Iannucci esamina le illustrazioni del disegnatore olandese Karel Thole per le opere di Guareschi. Originale e creativo Thole traduce graficamente con umorismo  il divertente gioco creato dalla penna del noto scrittore.  

 Valerio Cervetti si sofferma sulla presenza di Wagner a Parma nella stampa locale. Wagner compare sulle scene del Regio di Parma nel carnevale 1882-84 con l’opera «Lohengrin», rappresentata il 25 dicembre 1883,  salutata con entusiasmo dalla stampa locale. «Lohengrin», opera molto amata dal pubblico di Parma, è stata rappresentata ben 110 volte, mentre le altre opere di Wagner sono presenti in 97 serate.  Paola Cirani ricostruisce la storia della prestigiosa Società dei Concerti dalle origini al primo dopoguerra (1894 – 1926), dedotta dal riordino del Fondo conservato presso la Sezione musicale della Biblioteca Palatina di Parma.