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La birra artigianale «parla» giovane. Tanti produttori a Fornovo

26 novembre 2013, 17:56

La birra artigianale «parla» giovane. Tanti produttori a Fornovo

 

Donatella Canali
Le birre artigianali conquistano Fornovo. Ha riscontrato un notevole interesse la prima edizione di «Forum Beer», Birra di birrai, primo appuntamento con la birra artigianale, organizzato dalla Pro loco con la consulenza di Birrificio del Ducato di Soragna e «I mat dal Cafè» di Fornovo. 
Un interesse che ha coinvolto innanzitutto i produttori, in arrivo non solo dalla nostra regione ma anche dal Piemonte, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia: uno spaccato significativo di un settore che negli ultimi anni ha avuto una grande sviluppo, con la nascita di decine di nuove micro aziende in tutt’Italia, spesso in zone, ad esempio quella parmense, che hanno già una grande vocazione agroalimentare. Interesse anche da parte del pubblico, di tutte le età ma in molta parte costituito da giovani e ragazzi che apprezzano la qualità e che vogliono e approfondire la conoscenza di una bevanda molto diffusa tra le nuove generazioni. E da scoprire, in effetti, c’era tanto.
 Innumerevoli tipi di birra dalla più classica a quella ottenuta con processi diversi, come diversificate sono le tipologie di invecchiamento, gli aromi utilizzati dai produttori, le ispirazioni, da quella british a quella belga o ceca: frutto di ricerche, tentativi, per offrire sempre qualcosa di nuovo, da legare anche a periodi dell’anno, o particolari menù. Per distinguersi ed emergere tra tante proposte, la ricetta, come si è compreso dai commenti generali, è nel segno della qualità e della creatività. «Pratico una doppia fermentazione - spiega ad esempio Renzo, del birrificio Panil- su tutte le mie birre perchè ritengo sia l’unico metodo possibile di fare una buona birra in bottiglia. Nuovi gusti, o meglio, il recupero di gusti antichi, legnosi e vinosi, sono assolutamente da recuperare, poiché in fin dei conti, si tratta di un percorso mentale». Diverse anche le storie dei singoli mastri birrai, arrivati a questa professione da esperienze disparate, partendo in diversi casi da una produzione ‘famigliare’ per poi aprirsi al mercato. «Siamo partiti con un piccolo impianto di produzione casalinga, nella nostra cantina - spiegano infatti alcuni produttori - ed entusiasti del risultato, abbiamo iniziato a studiare le varie ricette, a selezionare gli ingredienti migliori e a seguire vari corsi sull'arte birraia».
 Comune a tutti la volontà di crescita e di confronto. L’appuntamento fornovese ha consentito ad esempio un momento di approfondimento, grazie alla partecipazione del dottor Tommaso Ganino, dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, che ha illustrato agli addetti ai lavori una ricerca sul luppolo, che ha raccolto particolare interesse. 
Una prima edizione riuscita, dunque, che non mancherà di arricchirsi già dal prossimo anno. 
Donatella Canali

Le birre artigianali conquistano Fornovo. Ha riscontrato un notevole interesse la prima edizione di «Forum Beer», Birra di birrai, primo appuntamento con la birra artigianale, organizzato dalla Pro loco con la consulenza di Birrificio del Ducato di Soragna e «I mat dal Cafè» di Fornovo. Un interesse che ha coinvolto innanzitutto i produttori, in arrivo non solo dalla nostra regione ma anche dal Piemonte, Toscana, Veneto, Liguria e Lombardia: uno spaccato significativo di un settore che negli ultimi anni ha avuto una grande sviluppo, con la nascita di decine di nuove micro aziende in tutt’Italia, spesso in zone, ad esempio quella parmense, che hanno già una grande vocazione agroalimentare. Interesse anche da parte del pubblico, di tutte le età ma in molta parte costituito da giovani e ragazzi che apprezzano la qualità e che vogliono e approfondire la conoscenza di una bevanda molto diffusa tra le nuove generazioni. E da scoprire, in effetti, c’era tanto. Innumerevoli tipi di birra dalla più classica a quella ottenuta con processi diversi, come diversificate sono le tipologie di invecchiamento, gli aromi utilizzati dai produttori, le ispirazioni, da quella british a quella belga o ceca: frutto di ricerche, tentativi, per offrire sempre qualcosa di nuovo, da legare anche a periodi dell’anno, o particolari menù. Per distinguersi ed emergere tra tante proposte, la ricetta, come si è compreso dai commenti generali, è nel segno della qualità e della creatività. «Pratico una doppia fermentazione - spiega ad esempio Renzo, del birrificio Panil- su tutte le mie birre perchè ritengo sia l’unico metodo possibile di fare una buona birra in bottiglia. Nuovi gusti, o meglio, il recupero di gusti antichi, legnosi e vinosi, sono assolutamente da recuperare, poiché in fin dei conti, si tratta di un percorso mentale». Diverse anche le storie dei singoli mastri birrai, arrivati a questa professione da esperienze disparate, partendo in diversi casi da una produzione ‘famigliare’ per poi aprirsi al mercato. «Siamo partiti con un piccolo impianto di produzione casalinga, nella nostra cantina - spiegano infatti alcuni produttori - ed entusiasti del risultato, abbiamo iniziato a studiare le varie ricette, a selezionare gli ingredienti migliori e a seguire vari corsi sull'arte birraia». Comune a tutti la volontà di crescita e di confronto. L’appuntamento fornovese ha consentito ad esempio un momento di approfondimento, grazie alla partecipazione del dottor Tommaso Ganino, dell’Università degli Studi di Parma, Dipartimento di Scienze degli Alimenti, che ha illustrato agli addetti ai lavori una ricerca sul luppolo, che ha raccolto particolare interesse. Una prima edizione riuscita, dunque, che non mancherà di arricchirsi già dal prossimo anno.